Racconti di viaggio tra i paesi italiani

Esplorare gli ottomila e passa campanili che puntellano il nostro Belpaese


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LE SERRE SALENTINE INTERNE – TERZA PARTE

LE SERRE SALENTINE INTERNE: Casarano, Matino.

Canuscu ‘na carusa tunna e beddha
vicinu casa mia staie tè casa.

Iddha se chiama Nina e tene l’occhi
ca ci li guardi tie, tè ne ‘nnamuri.

E propriu cusì beddha comu na stiddha
E ci uliti la vititi eccula quai.

Oh Nina, li capiddhi rizzi e niuri
la notte me li sonnu
allu cuscinu.

Oh Nina, ce me piaci quannu balli,
ca comu balli tie, ieu essu pacciu.

Oh Nina, Nina mia, ma come mi piaci. Come mi piaci. Nene, nenene, neneneeee….
Ho canticchiato diversi motivi salentini, probabilmente storpiandoli mentre ero in procinto di proseguire l’esplorazione delle popolose cittadine dell’entroterra. Ho superato con solamente due tornanti il bel crinale della Serra di Supersano e un rettilineo dimostra che mi trovo in una fertile conca puntellata da ulivi, agrumi, alberi da frutto e le immancabili piantagioni di angurie.

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Le Serre Salentine Interne – Terza Parte

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Casarano – Guglia di San Giovanni Elemosiniere

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LE SERRE SALENTINE INTERNE – SECONDA PARTE

LE SERRE SALENTINE INTERNE: Ruffano, Supersano.

Il percorso è leggermente puntellato da morbide curve e sto superando dei modesti dossi collinari. Continuo a passeggiare lungo la vuota strada provinciale sino a che incontro, adagiate all’interno di una conca, le prime case del popoloso paese di Ruffano. Mi trovo ai piedi delle verdeggianti Serre da cui la cittadina prende umilmente il proprio nome.
Ovviamente neanche questo paese poteva essere esente dal disordinato sviluppo edilizio della periferia, puntellato da villette, tra cui alcune costruite solo a metà, dando una sensazione di incompiutezza all’ambiente circostante. Inoltre, nonostante il bellissimo centro storico sviluppato sulla collina, il vero e proprio polo di aggregazione è in periferia, concentrato su Largo Gabriele d’Annunzio, dove sono presenti la maggior parte dei servizi alla comunità e posso incontrare anche la moderna costruzione della Chiesa di Santa Chiara, con una curiosa facciata. La piazzetta, nonostante il traffico, appare ben raccolta e con un buon arredo urbano e verde abbastanza curato.

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Le Serre Salentine Interne – Seconda Parte

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Supersano – Paesaggio agreste con specchia


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LE SERRE SALENTINE INTERNE – PRIMA PARTE

LE SERRE SALENTINE INTERNE: Taurisano.

Te Pizzicau

A ddhu te pizzicau la tarantella
sutta lu giru giru, sutta lu giru giru
sutta lu giru giru de la gunnella.

Nanni, nanni, nanni na
bellu l’amore e ci lu sape fa’.

E Santu Paulu miu de le tarante
pizzichi le caruse, pizzichi le caruse
pizzichi le caruse (mo) tutte quante.

…Ti pizzicò. Nanni, nanni, nanni na bello l’amore e chi lo sa fare. Lalalà lalààà…
Sono in viaggio da diverse ore, percorrendo interminabili e noiose strade a quattro corsie con ai lati l’unica compagnia degli ulivi saraceni. Qualche volta ho intravisto il mare, qualche volta il paesaggio è cambiato con vigneti al posto degli ulivi e mentre mi dirigo verso sud incontro, sempre più numerose e variopinte, le piantagioni di fichi d’india.

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Le Serre Salentine Interne – Prima Parte

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Taurisano – Giardini pubblici con visuale del prospetto posteriore del Palazzo Ducale


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L’ALTO TIRRENO COSENTINO MERIDIONALE – TERZA PARTE

L’ALTO TIRRENO COSENTINO MERIDIONALE: Belvedere Marittimo, Sangineto.

Pesce spada alla ghiotta
Prelibratezza per eccellenza della Calabria. E non è un caso se la regione ha chiesto e ottenuto l’inserimento di questo prezioso piatto di pesce nell’elenco dei “prodotti tradizionali agroalimentari”. La variante che propongo qui ha ovviamente l’immancabile ingrediente principe: il peperoncino.
Il procedimento è molto semplice. Prima di tutto tagliamo mezza cipolla, quella rossa chiaramente, a pezzettini piccoli e la rosoliamo con abbondante olio extravergine di oliva, olive verdi denocciolate, capperi, un po’ di pomodorini, sale, pepe e un gambo di diavulillo fresco tagliato a rondelline. Lasciare cuocere a fuoco basso per almeno una ventina di minuti.
Nel frattempo prendiamo un po’ di pesce spada, togliamo la pelle nera e, se spesso, tagliamolo a fettine e quindi aggiungiamolo al sugo per un paio di minuti da un lato e altrettanti dall’altro. Aggiungiamo basilico fresco tritato e amalgamiamo il tutto.
È pronto e magari possiamo stappare una bella bottiglia di Cirò bianco che abbiamo conservato in frigo. Alla salute!

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L’Alto Tirreno Cosentino Meridionale – Terza Parte

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Sangineto – Castello dei Sanseverino Principi di Sangineto