Racconti di viaggio tra i paesi italiani

Esplorare gli ottomila e passa campanili che puntellano il nostro Belpaese


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IL GERREI – SECONDA PARTE

IL GERREI: Silius, San Nicolò Gerrei.

Non è proprio una croce, ma le rassomiglia molto. Ciò vuol dire che si tratta di un animale segnato. Io l’ho sparato a tre passi, e ho ben visto quel segno. Stavo per non sparare, ma poi mi son detto: non facciamo i bambini. E ho tirato, calmo, un colpo dopo l’altro. È stato come se avessi tirato ad una roccia. È da quando sbagliai il muflone sull’Altipiano che non ricordo di aver mancato un colpo simile. Ma il muflone volava e lo si poteva anche sbagliare, per quanto avessi tirato a pochi passi. Era l’anno in cui nacque la mia prima figlia, e me lo ricordo per buona memoria. Nostro Signore le dia salute e vita, per quanto anche lei incominci a invecchiare. Io ho puntato bene, rispettando la croce sulla spalla. La polvere era buona e l’avevo fatta seccare al fumo per sei mesi. Forse, sarebbe stato opportuno dire qualche parole in santità, prima di tirare. Ma, lì per lì, non ci ho pensato. A queste cose, si pensa solo dopo.

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Il Gerrei – Seconda Parte

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Silius – Parco Is Aluneddus – Panorama del Gerrei

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IL GERREI – PRIMA PARTE

IL GERREI: Escalaplano, Goni, San Basilio, Sant’Andrea Frius.

Piccoli cenni geografici
Il nome appare a noi continentali decisamente strano, come la maggior parte dei toponimi sardi, tanto che spesso abbiamo dubbi sulla pronuncia esatta di certe parole. Questa piccola regione geografica, a nord-est di Cagliari sviluppata su un altopiano ghiaioso e calcareo solcato dal medio corso del Flumendosa, è una delle più inaccessibili e selvagge della Sardegna. Popolata sin dai tempi protostorici quasi esclusivamente da pastori, il suo nome deriva presumibilmente da “jara” ovvero “ghiaia” e forse ha qualche affinità con le incolte Giare della provincia di Oristano.
Interessa ben nove comuni, piccolissimi e isolati, tanto che la somma della loro popolazione supera di poco i 10000 abitanti (per la precisione 10216 al 2015). In compenso il territorio è abbastanza esteso che, per fare un paragone, supera l’intera estensione della nuova provincia di Monza e Brianza.
È curioso pensare che in solamente 405 chilometri quadrati della provincia lombarda abitino più di ottocentomila persone, mentre nel poco più grande Gerrei la popolazione è così poca, da avere una densità di popolazione tra le più basse dell’intera Sardegna (meno di venti abitanti per chilometro quadrato).
Certo, i numeri sono tediosi, ma credo siano sufficienti per capire cosa ci si aspetta in questo luogo periferico e sostanzialmente sconosciuto. Sicuramente tanto silenzio e tantissima natura. Esploriamolo insieme in compagnia di un racconto ambientato qui, “Il cinghiale del diavolo” scritto da Emilio Lussu.

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Il Gerrei – Prima Parte

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Goni – Area Archeologica Pranu Muttedu – Tomba a camera con menhir


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LE ISOLE DI DIOMEDE – SECONDA PARTE

LE ISOLE DI DIOMEDE: Isole Tremiti.

23.05.2015
Prima esplorazione di San Domino
Ieri siamo tornati che era primissimo pomeriggio e abbiamo approfittato per riposarci un po’ prima di esplorare l’isola di San Domino. Purtroppo nel pomeriggio siamo stati sorpresi da un improvviso acquazzone e ci siamo chiusi nella nostra stanza, con un po’ di malincuore.
Oggi si prevede una giornata molto intensa, il programma sarebbe sia quello di esplorare gli anfratti più nascosti dell’isola di San Domino che, vi ricordo, è la più grande dell’arcipelago che quello di fare un bel giro in barca, tempo permettendo.
Sarà dura. Mi toccherà visitare l’isola da solo, senza alcuna compagnia, mentre intorno a mezzogiorno abbiamo appuntamento al porto per fare l’avventuroso giro in barca.
Eccomi qua a San Domino. È lunga poco meno di tre chilometri ed è larga appena un chilometro e mezzo e, se si è abbastanza allenati, si può agevolmente esplorarla a piedi.

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Le Isole di Diomede – Seconda Parte

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Isole Tremiti – Fraz. San Domino – Visuale dell’isola San Nicola


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LE ISOLE DI DIOMEDE – PRIMA PARTE

LE ISOLE DI DIOMEDE: Isole Tremiti.

22.05.2015
On the road
Siamo in viaggio verso il nord della Puglia. È una bella e fresca mattinata anche se nuvoloni emergono minacciosi all’orizzonte. Percorriamo velocemente le classiche e vuote superstrade pugliesi, in un paesaggio a volte monotono, a volte accompagnato dall’azzurro del mare.
Appena entrati in Daunia, siamo colti a sorpresa da un improvviso acquazzone. La vacanza è già finita, pensiamo sconsolati. Continuiamo il viaggio sino a raggiungere l’eliporto di Foggia. Il piacere di viaggiare in elicottero, pioggia o non pioggia, non ce lo toglierà nessuno.
È la prima volta che saliamo su un mezzo ad eliche e nonostante il tempo non prometta nulla di buono siamo emozionati ed elettrici. Certo, non è particolarmente entusiasmante viaggiare (anzi volare) in compagnia di neri cumulonembi.

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Le Isole di Diomede – Prima Parte

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Isole Tremiti – Fraz. San Domino – Visuale dell’Isola di San Nicola