Racconti di viaggio tra i paesi italiani

Esplorare gli ottomila e passa campanili che puntellano il nostro Belpaese


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LA PREMURGIA BARESE MERIDIONALE

LA PREMURGIA BARESE MERIDIONALE: Turi, Sammichele di Bari, Acquaviva delle Fonti, Casamassima, Adelfia, Cellamare.

“Mi chiederai come ha fatto questa gente a scavare ed allineare tanta pietra. Io penso che la cosa avrebbe spaventato un popolo di giganti. Questa è la Murgia più aspra e più sassosa; per ridurla a coltivazione, facendo le terrazze, […] non ci voleva meno della laboriosità d’un popolo di formiche.” (Tommaso Fiore, Un popolo di formiche).
Questa citazione di un bellissimo saggio di uno dei più importanti meridionalisti d’Italia riassume in modo efficace le prime sensazioni che ho avuto in questo viaggio.
Un popolo di formiche appunto. Siamo in una delle aree più produttive della Puglia, in provincia di Bari: la Premurgia. Un plateau calcareo che dalle Murge digrada lentamente verso il mare Adriatico, quasi senza accorgersi del dislivello. Una terra ricchissima di pietre, che nel corso dei secoli sono state lentamente rimosse e ricollocate, in modo da formare i caratteristici muretti a secco. Un paesaggio agrario ricco di fascino e completamente lavorato dall’uomo, la formica appunto.

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La Premurgia Barese Meridionale

Casamassima - Badia San Lorenzo - Agro

Casamassima – Badia San Lorenzo – Agro


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IL MONTE AMIATA

IL MONTE AMIATA: Seggiano, Castel del Piano, Arcidosso, Santa Fiora, Piancastagnaio, Abbadia San Salvatore.

Si ritorna con piacere in Toscana. Testardamente mi tengo alla larga dai classici “cliché” che l’hanno resa famosa e apprezzata nel mondo: i borghi d’arte sulle colline con filari di cipressi, la campagna sapientemente lavorata dall’uomo, i castelli e le pievi.
Nulla di tutto questo, o quasi. Allo stesso tempo, però, sono andato nel suo “cuore”, proprio a metà strada tra i famosissimi colli e borghi della val d’Orcia, recentemente patrimonio UNESCO, e la ben nota Maremma.
Sto parlando del Monte Amiata, un’isola geografica che si differenzia nettamente dall’immaginario che i turisti hanno di questa regione. È un luogo aspro selvaggio, quasi inospitale, che ha saputo preservare e differenziare la sua identità. Si tratta di un vulcano spento da millenni, ma non per questo inattivo: ne sono prova i piccoli impianti termali qua e là che sfruttano le acque sulfuree e soprattutto lo sfruttamento dell’energia geotermica per la produzione locale.
È un monte decisamente riconoscibile a distanza, quello classico disegnato e stilizzato dai bambini, con una forma a punta quasi perfetta, che si erge solitario e maestoso tra le province di Siena e Grosseto, nella Toscana meridionale.

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Il Monte Amiata

Castel del Piano - Fraz. Montenero d'Orcia - Villa Comunale - Panorama

Castel del Piano – Fraz. Montenero d’Orcia – Villa Comunale – Panorama


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I MONTI IBLEI OCCIDENTALI

I MONTI IBLEI OCCIDENTALI: Chiaramonte Gulfi, Comiso, Vittoria, Santa Croce Camerina, Acate.

Si esce dal “continente” e si viaggia alla scoperta della regione più meridionale d’Italia: la Sicilia. Terra di sole, mare e tanta cultura. E già che sono così a sud, approfitto dell’occasione per esplorare la provincia più meridionale dell’isola: la provincia regionale di Ragusa. È una terra ai confini dell’Italia, lontanissima dal cuore “produttivo” ed “economico” dello Stato, con vie di comunicazione stradali e ferroviarie molto lontane dagli standard europei, eppure molto ricca, considerati i parametri meridionali, a tal punto che il suo reddito pro-capite si colloca agli stessi livelli delle province del Centro-Italia. Ricchezza che trae dalla coltivazione molto intensiva delle primizie, dalle bellissime città d’arte, recentemente Patrimonio dell’Umanità, che per un’assurda legge del contrappasso lo sono “diventate” grazie al terribile sisma del 1693, che ha sconvolto la Sicilia orientale.
Essendo i dodici comuni della provincia vere e proprie città d’arte a sé, e quindi con tanti edifici da visitare, ho deciso di esplorare la parte meno “turistica” (si fa per dire) e blasonata della provincia: l’area occidentale dei Monti Iblei. È un’area selvaggia e allo stesso tempo fortemente antropizzata, ricca di contrasti (come tutta l’isola del resto), dove con uno solo sguardo si possono scorgere sia colli brulli, con macchie di bosco qua e là, che piane, completamente occupate da serre, come se tutta l’area fosse coperta con uno strato di plastica. Da una parte un paesaggio bellissimo e dall’altra un vero e proprio pugno nell’occhio.

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I Monti Iblei Occidentali

Comiso - Scorcio

Comiso – Scorcio


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IL SUBAPPENNINO DAUNO MERIDIONALE

IL SUBAPPENNINO DAUNO MERIDIONALE: Deliceto, Bovino, Panni, Monteleone di Puglia, Anzano di Puglia, Accadia.

Per la prima volta vado ad esplorare una regione del sud: la Puglia. Classica terra di sole, mare e buona cucina. Io, ovviamente, sono andato in tutt’altra parte: tra montagne e neve. Per fortuna la buona cucina rimane. Vi chiederete stupiti: dove sono lì le montagne e la neve? Eppure ci sono.
Si tratta dei dolci, nel senso di rilievi ondulati, e selvaggi monti del Subappennino Dauno, in provincia di Foggia (l’antica Daunia), che in certi casi superano i mille metri. Terre di confine tra la Campania e la Puglia, come dice appunto il nome, sono “piccoli” monti che precedono i più alti rilievi del Matese e dell’Irpinia. Sono terre selvaggie e inospitali, ventosissime e dominate da pale eoliche qua e là. Il vento è un’inattesa ricchezza per un’area molto povera, lontana dalle più importanti vie di comunicazione e chiusa in se stessa, per questa ragione più autentica e più reale.
Vi chiederete, e la neve? Sono costretto a deludervi: non l’ho trovata, purtroppo. Mi ero dimenticato che nel sud, basta una giornata di sole anche dopo abbondanti nevicate e la neve si scioglie tutta. Se vi fidate, vi garantisco che ho trovato “effetti” qua e là: montagnette di sale ai bordi della strada, qualche residuo nevoso e, soprattutto, strade fangose, molto fangose, con alcuni tratti a rischio frana.

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Il Subappennino Dauno Meridionale

Deliceto - Valle dei Vincoli - Panorama

Deliceto – Valle dei Vincoli – Panorama