Racconti di viaggio tra i paesi italiani

Esplorare gli ottomila e passa campanili che puntellano il nostro Belpaese


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LE SERRE SALENTINE ORIENTALI – SECONDA PARTE

LE SERRE SALENTINE ORIENTALI: Tricase.

Cammino piano piano sino a raggiungere l’automobile, ma la visita di Tricase non è ancora finita. Come ho accennato più o meno all’inizio di questo viaggio, l’etimologia originaria del paese presuppone la presenza dei vari casali. Il paese, infatti, è circondato da tre rioni, uno diverso all’altro, ognuno con la sua storia e la sua particolare origine: Caprarica del Capo, Sant’Eufemia e Tutino.
Certamente raggiungibili a piedi, ho preferito arrivare a destinazione con l’automobile per ottimizzare un po’ il tempo, ma forse non ho fatto bene. Il traffico è intenso visto che è ormai quasi mezzogiorno.

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Le Serre Salentine Orientali – Seconda Parte

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Tricase – Rione Tutino – Castello dei Trani


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LE SERRE SALENTINE ORIENTALI – PRIMA PARTE

LE SERRE SALENTINE ORIENTALI: Tricase.

Nessuna pausa, tranne la notte con la sua lieve frescura. Proseguo il viaggio. Fa ancora più caldo di ieri, ma la brezza mattutina è molto piacevole. Mi piace sentire il calore del sole mescolato alle folate di vento che accompagnano il mio vagare.
Sto lentamente proseguendo verso nord, mi sono ormai allontanato dal Capo di Santa Maria di Leuca e osservo le prime lievi colline che compongono il complesso delle Serre Salentine. Mi trovo sull’estremità orientale, con colline più basse rispetto a quelle occidentali, ma leggermente più impervie giacché arrivano direttamente sino al mare. È bello osservare il contrasto tra le bianche e calcaree rocce spesso e volentieri selvagge e il colore rosso delle colline interne, a volte coperte da folta vegetazione.

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Le Serre Salentine Orientali – Prima Parte

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Tricase – Piazza Vittorio Emanuele II – Scorcio con Palazzo Gallone e Chiesa di San Domenico


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IL CAPO DI LEUCA ORIENTALE – SECONDA PARTE

IL CAPO DI LEUCA ORIENTALE: Alessano, Corsano, Tiggiano.

Sono in automobile e il sole è già molto alto. È quasi mezzogiorno, ma non ho ancora fame, voglio proseguire l’esplorazione di questi interessanti paesi dell’estremità meridionale del Salento. Mi sto lentamente allontanando dal Capo di Santa Maria di Leuca, e tuttavia lo percepisco vicino.
La sensazione che i secondi e i minuti scorrano più lenti del solito è ancora palese, ho l’impressione di trovarmi in un luogo dove la normale percezione dello spazio e del tempo non può essere scontata, come appare a prima vista. Qui mi devo lasciare coinvolgere dalla inebriante bellezza delle coste e dall’affascinante sensazione di abbandono mista a vitalità che si percepisce nei piccoli paesi dell’entroterra.
Sto lambendo le coste e già vedo le prime case in lontananza. Le raggiungo e scopro di essere nella prima vera frazione costiera della parte orientale del Salento partendo da sud. Una sbiadita segnaletica mi informa che sono nel territorio comunale di Alessano.

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Il Capo di Leuca Orientale – Seconda Parte

 

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Tiggiano – Torre Nasparo


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IL CAPO DI LEUCA ORIENTALE – PRIMA PARTE

IL CAPO DI LEUCA ORIENTALE: Gagliano del Capo.

È una soleggiata giornata di fine estate. Fa ancora molto caldo, ma per fortuna c’è poca confusione. Era più di un anno che mancavo dal Salento e torno nuovamente proprio all’estremità finale del Tacco dello Stivale.
Le sensazioni nel mio viaggio precedente sono state altalenanti: dallo stupore per la bellezza del mare, alla curiosità per l’esplorazione dei borghi assonnati e invecchiati sino alla tristezza per le piccole disorganizzazioni ancora imperanti. Ora sono in viaggio con uno spirito più ottimista e allo stesso tempo con un occhio più attento e critico.
Il Salento è praticamente una terra a parte, fortemente impregnata dalla vicina cultura greca e la compresenza del sole che brucia la rossiccia e ferrosa terra, del mare che si scontra volentieri con i ripidi scogli e del vento che sferza con le sue correnti molto calde rendono questo territorio avulso dall’intero contesto italiano. In realtà a me piace dire che ogni luogo italiano ha una propria peculiarità che lo rende unico  e questa è la più importante ricchezza che noi dobbiamo preservare.
È stato un viaggio molto lungo, per fortuna compensato dall’agilità e scorrevolezza delle principali vie di comunicazione. Forse è un miraggio, ma ho sempre avuto la sensazione che per raggiungere l’estremità finale della penisola i secondi e i minuti dell’orologio sembrano scorrere più lentamente del solito.

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Il Capo di Leuca Orientale – Prima Parte

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Gagliano del Capo – Cala Ciolo