Racconti di viaggio tra i paesi italiani

Esplorare gli ottomila e passa campanili che puntellano il nostro Belpaese


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L’ALTO TIRRENO COSENTINO SETTENTRIONALE – PRIMA PARTE

L’ALTO TIRRENO COSENTINO SETTENTRIONALE: Tortora, Aieta, Praia a Mare.

Spaghetti con aglio, olio e peperoncino
È un piatto semplice, adatto a colui che ha fretta o magari non ha voglia di cucinare. Sa conciliare bene la praticità con il gusto, ma non posso dire che sia il piatto tipico della Calabria, nonostante sia presente un ingrediente che è sostanzialmente il topos dell’estremità meridionale della penisola italiana. È come dire di voler mangiare gli spaghetti alla bolognese a Bologna oppure il riso alla cantonese a Guangzhou (l’antica Canton cinese).
Quale varietà di peperoncino utilizzare? Io suggerirei il famoso “diavolicchio”, un peperoncino piccolo, leggermente allungato e, soprattutto, di piccantezza media. La modalità di preparazione è semplicissima e molto rapida, appena il tempo di bollire l’acqua e cuocere gli spaghetti. Contemporaneamente alla cottura degli spaghetti, quasi verso la fine, si può rosolare in olio bollente uno spicchio d’aglio ben pulito e un diavolicchio diviso a metà. Quando gli spaghetti sono cotti, li si versano in una coppa e si aggiunge l’olio con l’aglio e il peperoncino e si può arricchire il piatto con una bella grattuggiata di pecorino. Buon appetito!

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L’Alto Tirreno Cosentino Settentrionale – Prima Parte

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Tortora – Visuale del centro storico del paese


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LA TERRA DELLE SALINE

LA TERRA DELLE SALINE: Margherita di Savoia, Zapponeta, Trinitapoli, San Ferdinando di Puglia.

Pedalo in sella alla mia amata bici da un bel po’ di chilometri. È una fresca giornata di fine settembre, una di quelle belle ventilate e umide, come il giorno dopo la pioggia. Sto fiancheggiando la costiera adriatica e ho deciso di esplorare un territorio, certo dominato dalla natura, ma che è anche trasformato completamente dall’uomo.
Solitamente si pensa che un territorio trasformato dalle attività umane sia costituito da aree disboscate e coltivate con graminacee oppure alberi da frutto, o peggio convertite in una serie continua di palazzine, una simile all’altra, una più brutta dell’altra.
L’uomo ha spesso rovinato il paesaggio, ma qualche volta l’ha migliorato. È raro, ma a volte capita. Continuo a pedalare e arrivo nei pressi della foce del fiume Ofanto, il più lungo della Puglia e il secondo del Mezzogiorno continentale. È costituita per lo più da canneti e da paludi e rammenta come era il territorio prima della bonifica: paludoso e malarico. Non potevano vivere esseri umani e anche gli animali in genere.

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La Terra delle Saline

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Margherita di Savoia – Visuale delle Saline con fenicotteri


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IL POLLINO COSENTINO OCCIDENTALE – TERZA PARTE

IL POLLINO COSENTINO OCCIDENTALE: Mormanno, Laino Castello, Laino Borgo.

Ai piedi del Monte Palanuda, nel complesso dell’Orsomarso
Sono felice, soddisfatto ed eccitato. Forse ho scoperto una nuova specie, non ho mai sentito in vita mia che un aracnide di questo tipo possa non avere determinate caratteristiche. Ho rivisto le foto, ho rivisto i video, e sono certo che la malmignatta che ho trovato abbia dodici cerchi sull’addome, uno in meno del previsto. È sicuramente una nuova specie, un nuovo esemplare di Latrodectus duodecimguttatus.
Solitamente chi scopre una nuova specie, mette il proprio nome nell’etimologia ufficiale latina, ma io mi accontento di cambiare “tredecimguttatus” in “duodecimguttatus”, mi pare più semplice e più pratico. Da tredici a dodici.
Ora ho bisogno di verificare. Un solo esemplare, sebbene corredato da dettagliate foto e video che con fatica sono riuscito a fare, non è sufficiente per stabilire che mi sono trovato davanti a una nuova specie. Ho bisogno di cercare un altro esemplare.
La settimana passata ho esplorato sistematicamente il fianco occidentale del Monte Pollino, senza alcun risultato, e ora mi trovo in tutt’altra zona. Sono nella parte settentrionale del complesso dell’Orsomarso, costituito da montagne più basse, ma più selvagge e ricche di vegetazione. Qui, essendo un versante che non riceve molta insolazione, la temperatura è più bassa e il microclima più umido. È un’altra microregione, ideale per gli aracnidi che sto cercando, e spero di essere più fortunato.

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Il Pollino Cosentino Occidentale – Terza Parte

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Mormanno – Visuale panoramica del centro storico del paese


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IL POLLINO COSENTINO OCCIDENTALE – SECONDA PARTE

IL POLLINO COSENTINO OCCIDENTALE: Morano Calabro.

Il viaggio è stato abbastanza lungo e ha messo alla prova le sospensioni del mio vecchio catorcio. Ha fatto migliaia di chilometri nella sua lunga e onorata carriera e spero che riesca a farne un altro po’, non vorrei essere lasciato in panne proprio adesso.
Mi sto avvicinando sempre di più al nodo di congiunzione tra il Massiccio dell’Orsomarso alla mia sinistra e il complesso del Pollino alla mia destra. Finalmente rivedo da più vicino la mia amata Serra Dolcedorme, ma non sarà quella la mia prossima meta.
L’ho esplorata palmo per palmo e della malmignatta non ho trovato neanche dei resti indiretti. Questo Latrodectus tredecimguttatus è un ragno misterioso, poco studiato eppure ha la bellissima particolarità di aver tredici cerchi rossi. Devo assolutamente individuarla, ormai è diventata la mia meta, il mio obiettivo ultimo.
Esplorerò quindi il fianco occidentale del Monte Pollino, nei pressi del passo di Campotenese, con la speranza di essere più fortunato. Per fortuna il sole è stupendo e le previsioni dicono che nei prossimi giorni sarà sempre bel tempo, nonostante imperversi il maestrale dal Mar Tirreno. Poco male.

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Il Pollino Cosentino Occidentale – Seconda Parte

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Morano Calabro – Panoramica del paese