Racconti di viaggio tra i paesi italiani

Esplorare gli ottomila e passa campanili che puntellano il nostro Belpaese


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DALLA VAL DI CHIO ALLA VAL DI CHIANA – TERZA PARTE

DALLA VAL DI CHIO ALLA VAL DI CHIANA: Castiglion Fiorentino.

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Oggi è il 25 giugno, onomastico di San Guglielmo da Montevergine. Sono trascorse due settimane dalla nostra sconfitta sul Casentino. Dopo giorni di pioggia fitta alternati al timido sole, il caldo libeccio dal sud ha portato di nuovo aria afosa e bel tempo. Siamo ormai in piena estate.
In tutti questi giorni sono rimasta rinchiusa e sorvegliata a vista nella mia stanza del castello, a causa delle mie brevi fughe e dei miei inganni a quelle due befane che si dichiarano “dame da compagnia”. In realtà avevo solo girovagato per il paese, ero curiosa di conoscere un luogo in cui non ero mai stata, con i suoi palazzi, le sue casette, le sue chiese, le sue mura. Peccato che ero in compagnia di donne ignoranti, più attente ad osservare ogni mio minimo gesto, invece di conoscere ed apprezzare le bellezze che l’uomo ha plasmato sul territorio nel corso dei secoli.

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Dalla Val di Chio alla Val di Chiana – Terza Parte

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Castiglion Fiorentino – Panorama del paese


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DALLA VAL DI CHIO ALLA VAL DI CHIANA – SECONDA PARTE

DALLA VAL DI CHIO ALLA VAL DI CHIANA: Castiglion Fiorentino.

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Siamo stati sconfitti. Si contano ben 1700 morti tra i nostri fratelli aretini nella Battaglia di Campaldino e mio padre, vigliaccamente, non ne ha preso praticamente parte. Era fermo all’avamposto di Certomondo e ha avuto la bella idea di tornare al nostro Castello di Poppi, appena ha notato che la battaglia volgeva al peggio.
È stata una guerra terribile. All’inizio la situazione pareva a nostro vantaggio e i nostri potenti fanti erano riusciti a sfondare il muro centrale dei nemici fiorentini, ma la cavalleria ai lati guidata dal guelfo Donati ci ha accerchiato. È stata la classica formula a tenaglia che ricorda la Battaglia di Canne, tra i romani e i cartaginesi, un migliaio e mezzo di anni prima nelle terre meridionali della penisola.
Non sono triste per la sconfitta. Sono triste e delusa per la vigliaccheria di mio padre, perchè la sua unità poteva cambiare le sorti della guerra, invece ha optato per la sicurezza della nostra casa. Con quale coscienza vivrà con il sangue dei nostri fratelli che sono morti invano?

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Dalla Val di Chio alla Val di Chiana – Seconda Parte

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Castiglion Fiorentino – Visuale della Collegiata di San Giuliano


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DALLA VAL DI CHIO ALLA VAL DI CHIANA – PRIMA PARTE

DALLA VAL DI CHIO ALLA VAL DI CHIANA: Castiglion Fiorentino.

Premessa: Salve a tutti, mi chiamo Bianca Giovanna Guidi e sono qui per raccontarvi la mia storia. Sono vissuta molti secoli fa, nel pieno periodo del “dolce stil novo”, o delle lotte comunali che imperservavano nel centro-nord Italia. Potete stare tranquilli, parlerò in un italiano del XXI secolo, perché il mio scrivano è un po’ ignorantello, e non riesce a scrivere nella mia lingua toscana, se non commettendo orribili strafalcioni. Preferisco non rischiare. Purtroppo è anche un omuncolo, un buono a nulla, e non riuscirà ad esporre bene i miei sentimenti, le mie sensazioni e le mie emozioni: non capisce le donne. Scusatemi sin da ora, se sarà un racconto da quattro fiorini.
Proviamo.

Siamo nel 1289, in un sabato di giugno. Ha fatto tanto caldo per vari giorni di seguito e ora, in lontananza all’orizzonte, nei pressi del Monte Amiata, riesco ad intravedere il primo banco di nubi portatore di pioggia. C’è tanta siccità, i contadini stanno morendo di fame, io non riesco a bere l’acqua che mi sarebbe necessaria e non oso avvicinarmi alle paludi. Quelle nuvole sono davvero un miracolo.

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Dalla Val di Chio alla Val di Chiana – Prima Parte

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Castiglion Fiorentino – Torre del Cassero


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LA VIA APPIA BRINDISINA – TERZA PARTE

LA VIA APPIA BRINDISINA: Latiano, Mesagne.

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16:30. Vielen Dank, ihr sind sehr freundlich. Ja, Ja… ihr können uns hier lassen, es ist perfekt für uns. Dank nochmals, wir werden uns bald hören. Viel Spass in Lecce, es ist eine schöne Stadt.
Oh mamma, quanto parlano. È vero che sono stati molto gentili e disponibili ad averci accompagnato con l’auto senza chiederci nulla in cambio, ma ci chiedevano troppe cose e il mio tedesco, non proprio eccellente, è stato messo a dura prova. Eppure ero convintissimo che fosse gente riservata e discreta, si saranno tanto italianizzati.
In ogni caso sono stati testimoni della nostra cocente delusione per aver trovato il Castello di Oria chiuso e non visitabile. Ancora stento a credere che un importante gioiello architettonico sia di proprietà privata e che sia inaccessibile per una specie di sequestro giudiziario.

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La Via Appia Brindisina – Terza Parte

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Mesagne – Castello – Particolare della torre e della loggia