Racconti di viaggio tra i paesi italiani

Esplorare gli ottomila e passa campanili che puntellano il nostro Belpaese


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IL POLLINO COSENTINO OCCIDENTALE – PRIMA PARTE

IL POLLINO COSENTINO OCCIDENTALE: Saracena, San Basile.

Nei giorni precedenti
La pioggia non mi ha dato tregua per parecchi giorni. Dovevo stare un’altra settimana nel Parco del Pollino a cercare ragni per la mia attività di studio, ma l’istituto di ricerca per cui lavoro mi ha sospeso il finanziamento. Sembra che qualcuno abbia riferito all’istituto che io stessi facendo una specie di vacanza, mascherata da attività lavorativa.
Mi sono vergognato tantissimo, perché nel mio lavoro ci metto tanta passione e tanto entusiasmo, ma mi sono trovato in una situazione non favorevole per me a causa delle brutte condizioni meteorologiche. Probabilmente c’è stata qualche persona che mi ha visto passeggiare tra i vari paesini e ne ha tratto una conclusione sbagliata.
In ogni caso devo abbandonare questi luoghi e tornare alla tanto temuta civiltà. Ho fallito.

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Il Pollino Cosentino Occidentale – Prima Parte

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Saracena – Panorama del centro storico del paese

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IL POLLINO COSENTINO CENTRALE – SECONDA PARTE

IL POLLINO COSENTINO CENTRALE: Frascineto, Castrovillari.

Sono dovuto tornare di nuovo indietro. I miei viveri sono esauriti. Questa è la dimostrazione che gli esseri umani sono delle persone deboli e fuori natura. Non possono vivere per tanto tempo lontano dalla civiltà.
Certo, c’è qualche estrema eccezione, ma con mio rammarico io non sono tra quelli. Amo tanto la natura, soprattutto vivere vicino ai miei amati aracnidi, ma non sono capace di cercare cibo, di cercare l’acqua e di sopravvivere limitando al minimo la mia igiene. Sono troppo civilizzato per poter essere abile nel vivere lontano dai bisogni umani per più di una settimana.
I viveri sono esauriti dicevo. E non solo quelli, le nuvole in lontananza sono in agguato e non mi sono portato dietro tutti quegli strumenti atti a proteggermi dalla pioggia. Sono stato superficiale e inetto, nonostante la mia decennale esperienza di vita solitaria in mezzo alla natura, tra i parchi nazionali e non.
Con rammarico ho dovuto abbandonare la mia infruttuosa ricerca della malmignatta e ho dovuto raggiungere la mia macchina che era parcheggiata in una radura a svariati chilometri da dove mi trovavo. Fiancheggio nuovamente le Gole del Raganello, sempre pittoresche e affascinanti, ma invece di dirigermi verso il Mare Ionio, vado nella direzione opposta.

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Il Pollino Cosentino Centrale – Seconda Parte

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Castrovillari – Visuale del centro storico del paese


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IL POLLINO COSENTINO CENTRALE – PRIMA PARTE

IL POLLINO COSENTINO CENTRALE: Francavilla Marittima, Civita.

Eccomi, dopo ore di cammino in cima al monte Serra Dolcedorme. Con i suoi 2267 metri, è il monte più alto dell’estremità meridionale dell’Italia continentale e il terzo della dorsale dell’Appennino. Sono su un fianco arido, brullo con qualche pino loricato qua e là e la costante è il vento che sferza in continuazione.
Il maestrale che proviene dal Mare Tirreno è incessante e non mi dà alcuna tregua. Sono costretto a coprirmi gli occhi per proteggermi dalla polvere e camminare a carponi sino a raggiungere i cunicoli più appartati. Il cielo è terso, senza alcuna nuvola, tranne due o tre all’orizzonte e il paesaggio è eccezionale: solo da qui posso vedere i due mari ed è una sensazione strana.
Mi sento come Atlante che regge la penisola calabrese che si sviluppa verso sud. Ammiro i brulli monti con la neve che è sciolta da un pezzo, mentre in lontananza intravedo alcuni boschi e ancora più lontano la pianura con vari centri abitati.
Sono sul versante calabrese del complesso del Parco Nazionale del Pollino e mi trovo qui per un interesse, un hobby che a molti sarà strano: il mio amore per i ragni. Sì, sono un entomologo, ma se vogliamo essere precisi la mia specializzazione è l’aracnologia.

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Il Pollino Cosentino Centrale – Prima Parte

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Civita – Visuale del paese


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LE TERRE DI MEZZO – SECONDA PARTE

LE TERRE DI MEZZO: Botrugno, Sanarica.

Mancano solo due paesotti e credo che l’intero pomeriggio sia sufficiente. Mi siedo su una panchina e sazio il mio stomaco con le belle olive nere, anche se c’è la fatica di sputare i noccioli uno a uno. Alcuni fornai, per assecondare le esigenze di certe persone hanno optato per fare le pucce con le olive snocciolate, ma io mi trovo in assoluto disaccordo perché va contro la tradizione gastronomica e poi, forse sarà una mia sensazione, si sente quel sapore metallico che non mi piace molto.
Finito di rifocillarmi proseguo il viaggio. Anche questa volta è brevissimo e non ho il tempo di ammirare come si deve la campagna, se non per pochissimi secondi. È sufficiente percorrere Via Roma per arrivare dopo poche centinaia di metri al comune di Botrugno.

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Le Terre di Mezzo – Seconda Parte

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Sanarica – Scorcio di Piazza Martini con luminarie


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LE TERRE DI MEZZO – PRIMA PARTE

LE TERRE DI MEZZO: Surano, Nociglia, San Cassiano.

Oggi è il quarto e, purtroppo, l’ultimo giorno in Salento. Almeno per ora. Le nuvole non mi hanno abbandonato durante gli ultimi tre giorni e continuano ad essere presenti maestose e minacciose senza mai portare un po’ di pioggia.
In un certo senso è positivo, poiché almeno attenuano la forte calura estiva tipica del Basso Salento, ma d’altra parte mi danno sempre quella sensazione di indeterminatezza. Non riesco mai ad essere sicuro di non ricevere neanche una goccia d’acqua sulla testa durante il mio peregrinare.
Il viaggio non è stato sempre tranquillo, con gli occhi rivolti al cielo, sempre con la speranza che quelle nuvole non si gonfino ancora di più, provocando l’inevitabile pressione pluviometrica. Sembrano ferme, placide e in attesa. Di cosa non saprei.
Le Serre sono ormai alle mie spalle e fanno parte del lontano orizzonte. Sono alle porte del grande Tavoliere di Lecce, ma non sono propriamente nel cuore viticolo e frutticolo caratteristico delle aree attorno alla capitale salentina. Mi trovo in una zona quasi indefinita, senza particolari limiti geografici e senza una precisa identità interna.

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Le Terre di Mezzo – Prima Parte

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San Cassiano – Piazza Cito con Palazzo Ducale in fondo