Racconti di viaggio tra i paesi italiani

Esplorare gli ottomila e passa campanili che puntellano il nostro Belpaese


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LA TERRA DI BARI SETTENTRIONALE – PRIMA PARTE

LA TERRA DI BARI SETTENTRIONALE: Giovinazzo.

Sono in automobile, attento a seguire la strada. Il cielo non promette nulla di buono, con nuvole minacciose e nere all’orizzonte: probabilmente tra qualche ora pioverà, e non poco.
Sono appena uscito dalla tangenziale di Bari e sto imboccando la provinciale che costeggia il mare Adriatico (in realtà è un po’ distante), dirigendomi verso nord. Ho superato la frazione di Palese e sto affrontando il traffico di Santo Spirito, con una coda lunga e paziente, percorrendo una strada piena di semafori: rosso, verde, rosso, verde.
Questa volta esplorerò una ad una le cittadine portuali, tutte sedi vescovili, ognuna con il suo caratteristico centro storico e, soprattutto, ognuna con la sua cattedrale. Sarebbe stato bello conoscere queste località, venendo dal mare: i centri storici si mostrerebbero in tutto il loro splendore, nascondendo gli obbrobri moderni dell’entroterra.

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La Terra di Bari Settentrionale – Prima Parte

Giovinazzo - Porto

Giovinazzo – Porto


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TRA LA PREMURGIA E L’ALTA MURGIA – TERZA PARTE

TRA LA PREMURGIA E L’ALTA MURGIA: Corato.

— Dov’è Ginevra? è inferma? che le è accaduto? presto, presto, andiamo da lei.
— Presto, dai Colonna invece, non s’aspetta altri che te: Ginevra sta bene e la vedrai poi.
[…]
— Ma se non mi dai retta e non mi lasci parlare, non la finiremo mai… Dunque devi sapere (e tutto questo è per parte sua: non che l’abbia veduta, ma me l’ha fatto dire, onde lo dicessi a te): essa dunque sta bene, la signora Vittoria l’ha accolta e ristorata, e prestatole quegli amorevoli uffici che richiedeva il suo caso, e non le manca nulla: ti prega di non aver per oggi altro pensiero, nè cercar di vederla; che ponga l’animo in quiete, combatta domani da par tuo, ti ricordi dell’onore italiano, di tutto quel che tante volte avete parlato insieme su tal proposito, e ch’essa prega Iddio per la nostra vittoria…

Alla fine, per un equivoco, non è stata rapita dagli sgherri del Valentino, avendola scambiata con una serva.

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Tra la Premurgia e l’Alta Murgia – Terza Parte

Corato - Campagna tra Andria e Corato - Monumento alla Disfida

Corato – Campagna tra Andria e Corato – Monumento alla Disfida


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TRA LA PREMURGIA E L’ALTA MURGIA – SECONDA PARTE

TRA LA PREMURGIA E L’ALTA MURGIA: Ruvo di Puglia.

— Sì, Claudio Grajano d’Asti, rispose questi. Vi pare forse che non sia grande e grosso come gli altri?
— Ma ditemi, messer Claudio, sapete voi perchè si combatte questa sfida?
— Che? Son sordo? Lo so sicuro.
— Saprete dunque che gl’Italiani sono tacciati di poltroni e traditori dai Francesi, e perciò si combatte. Ora ditemi, di che paese siete voi?
— Son d’Asti.
— Ed Asti non è in Piemonte? Ed il Piemonte è Italia o Francia? Ed essendo voi soldato italiano, volete combattere co’ Francesi contra l’onore degl’Italiani?

Bene, la tensione aumenta e la “disfida” si avvicina. Io proseguo il viaggio e abbandono alle mie spalle Terlizzi con i suoi vivai. Imbocco un’altra comoda strada a scorrimento veloce tra uliveti e vigneti di uva da tavola che, dopo pochissimi minuti di viaggio, mi conduce alla nobile città di Ruvo di Puglia.

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Tra la Premurgia e l’Alta Murgia – Seconda Parte

Ruvo di Puglia - Concattedrale di Santa Maria Assunta

Ruvo di Puglia – Concattedrale di Santa Maria Assunta


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TRA LA PREMURGIA E L’ALTA MURGIA – PRIMA PARTE

TRA LA PREMURGIA E L’ALTA MURGIA: Terlizzi.

Al cadere d’una bella giornata d’aprile dell’anno 1503 la campana di San Domenico in Barletta sonava gli ultimi tocchi dell’ave maria. Sulla piazza vicina in riva al mare, luogo di ritrovo degli abitanti tranquilli che, nelle terricciuole dei climi meridionali specialmente, sogliono sulla sera essere insieme a barattar parole al sereno per riposarsi dalle faccende del giorno, stavano col fine medesimo dispersi in vari gruppi molti soldati spagnuoli ed italiani, alcuni passeggiando, altri fermi, o seduti, od appoggiati alle barche tirate a secco, delle quali era ingombra la spiaggia; e, com’è costume delle soldatesche d’ogni età e d’ogni nazione, il loro contegno era tale che pareva dire: il mondo è nostro.

È l’incipit di un romanzo storico (un po’ noiosetto a mio parere) di Massimo D’Azeglio scritto nel 1833, in piena stagione di moti risorgimentali nella penisola italiana. Si tratta di “Ettore Fieramosca o la Disfida di Barletta”, una storia realmente accaduta più di cinquecento anni fa in terra pugliese.

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Tra la Premurgia e l’Alta Murgia – Prima Parte

Terlizzi - Fraz. Sovereto - Piazza del Santuario

Terlizzi – Fraz. Sovereto – Piazza del Santuario