Racconti di viaggio tra i paesi italiani

Esplorare gli ottomila e passa campanili che puntellano il nostro Belpaese


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LE MURGE TARANTINE OCCIDENTALI – SECONDA PARTE

LE MURGE TARANTINE OCCIDENTALI: Massafra.

Io continuo a passeggiare e a pregare con il mio amico longobardo, cercando di ignorare le diversità di vedute e provo a capire come aiutarlo a realizzare il suo piano. Effettivamente è un progetto ambizioso, ma non è esente da pericoli. Non è che si rischia la proliferazione delle icone che abbiamo faticosamente debellato e che quell’eretica imperatrice sta facendo tornare in auge? Non è che i longobardi ci impongano nuove visioni del cristianesimo, come è successo quando i “gentili” hanno chiesto agli Apostoli regole meno severe per essere ammessi nella comunità cristiana?
Sono domande di difficile risposta. Neanche io riesco a trovare una soluzione, posso solo pregare e chiedere aiuto al Signore. Lui certamente mi risponderà.
Siamo arrivati alla vallata del Golfo di Taranto, da una parte ci sono le malsane e pericolose paludi della futura Piana di Metaponto, dall’altra incontro nuove e più impervie gravine. Sono dei bellissimi solchi che tagliano l’altopiano verso la pianura.

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Le Murge Tarantine Occidentali – Seconda Parte

Massafra - Cripta della Canderora - Affresco di santi medici

Massafra – Cripta della Canderora – Affresco di santi medici


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LE MURGE TARANTINE OCCIDENTALI – PRIMA PARTE

LE MURGE TARANTINE OCCIDENTALI: Mottola.

Siamo nel 788, verso fine settembre. L’estate sta volgendo al termine, ma non piove da tre mesi. Il caldo è ancora opprimente e non si notano nuvole all’orizzonte, solo terra arsa e bruciata. Le foglie degli ulivi si stanno lentamente seccando, con il raccolto autunnale irreversibilmente danneggiato; le sterpaglie fanno da padrone in terreni pazientemente arati, ma su cui non cresce una spiga di grano per la scarsità d’acqua. I pochi pozzi naturali sono assaltati dai braccianti locali che sperano di recuperare qualche brocca del prezioso oro blu. Le carcasse dei bovini e dei cavalli fanno ormai parte del paesaggio.
Sono in viaggio con il mio mulo che cammina pazientemente, anche se assetato. Io ho la mia brocca d’acqua, ma chissà come farò quando avrò bisogno di riempirla. Dove trovo un pozzo, o almeno un rigagnolo?
Ho attraversato il canale che separa l’Italia dalla Grecia, che i miei posteri chiameranno d’Otranto, ho percorso il pericoloso territorio bizantino, quasi sempre di notte, su sentieri secondari e camuffato da viandante. Quando sono finalmente entrato in territorio longobardo ho potuto tirare un sospiro di sollievo. Ma sino a quando sarò tranquillo?

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Le Murge Tarantine Occidentali – Prima Parte

Mottola - Chiesa di San Nicola - Interno - Particolare di Affresco del Cristo Pantocrator sull'altare maggiore

Mottola – Chiesa di San Nicola – Interno – Particolare di Affresco del Cristo Pantocrator sull’altare maggiore


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DAI TRULLI AL MARE ADRIATICO – SECONDA PARTE

DAI TRULLI AL MARE ADRIATICO: Fasano.

Una mangiata da “fast-food” con un sano panino farcito di salumi e formaggi locali e riprendo la carica. C’è ancora tanta campagna da visitare, senza dimenticare le colline. Oddio, come farò a raggiungerle?
Non ci penso, c’è ancora l’enorme pianura davanti a me e quando mi sentirò pronto deciderò di valicare quelle colline. Per fortuna sarà solo una salita, in un modo o nell’altro devo farcela.
Esco dalla città, dirigendomi verso Savelletri. Supero la pericolosa rotatoria che porta al centro commerciale e sottopassati i binari della linea ferroviaria adriatica, immediatamente sulla destra c’è l’accesso al Parco Rupestre Lama d’Antico, San Giovanni e San Lorenzo.

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Dai Trulli al Mare Adriatico – Seconda Parte

Fasano - Fraz. Cocolicchio - Trulli con Canale di Pirro e Selva di Fasano

Fasano – Fraz. Cocolicchio – Trulli con Canale di Pirro e Selva di Fasano


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DAI TRULLI AL MARE ADRIATICO – PRIMA PARTE

DAI TRULLI AL MARE ADRIATICO: Fasano.

Mi trovo davanti a un cartello blu un po’ arrugginito e di forma rettangolare. Su di esso sono scritte due parole in stampatello a caratteri cubitali: in alto “Brindisi”, in basso “Bari” celata da una barra obliqua di colore rosso. Sono proprio sul confine provinciale, anche se non si nota molto la differenza. Ci sono sempre gli stessi ulivi da una parte e dall’altra del confine, i muretti a secco non si interrompono improvvisamente, le colline all’orizzonte continuano a mostrarsi nella loro regolarità senza cambiamenti.
Solo io, geografo e provetto viaggiatore, sono conscio della leggera differenza territoriale, sebbene segnalata da una linea sulla carta geografica. Prima di partire, controllo se tutto sia a posto.
Il telaio della mia bicicletta da turismo è rigido e resistente, la forcella è ben unita alla ruota anteriore, e la corona appena oleata. La ruota posteriore è fissa e solida e ovviamente ho grassato bene la catena, verificando la perfetta aderenza alla guarnitura con un giro di prova a vuoto con il pedale. Come ultima verifica, ho controllato i freni, soprattutto se le pastiglie aderiscono bene al cerchio della ruota anteriore.
Dopo una bella sorsata d’acqua dalla borraccia, regolo il sedile alla mia altezza, cercando una posizione comoda che non provochi dolore alla mia già disastrata schiena, e parto.

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Dai Trulli al Mare Adriatico – Prima Parte

Fasano - Parco Archeologico di Egnazia - Visuale generale

Fasano – Parco Archeologico di Egnazia – Visuale generale