Racconti di viaggio tra i paesi italiani

Esplorare gli ottomila e passa campanili che puntellano il nostro Belpaese


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LA CAPITALE PELIGNA – PRIMA PARTE

LA CAPITALE PELIGNA: Sulmona.

Si quis in hoc artem populo non novit amandi,
hoc legat et lecto carmine doctus amet.
Arte citae veloque rates remoque moventur,
arte leves currus: arte regendus Amor.

Traduzione: Se c’è qualcuno tra i tanti lettori che non conosce l’arte di amare mi legga, poi potrà amare con stile. Per arte le navi veloci corrono a vela e coi remi, per arte i cocchi leggeri, per arte va amministrato l’Amore.

Mi piace cominciare il nuovo racconto con i primi versi dell’Ars Amandi di Ovidio. Sono vecchi di duemila anni, ma sembrano scritti l’altro ieri, così freschi di stampa e così attuali . In fondo, l’amore è sempre uguale a sé stesso, posso dire che è il sentimento più democratico che esista.
Mi sembra di percepire un sentore di perplessità da parte dei miei lettori, abituati alla lettura precisa e un po’ noiosa dei miei racconti di viaggio, che sfiora la pedanteria. E devo dire che hanno ragione, sto affrontando un tema di cui io non sono per nulla esperto. Non so cosa sia l’amore, anzi io ho difficoltà a dargli una giusta interpretazione.
Chissà, magari con la lettura di Ovidio, io alla fine di questo viaggio avrò imparato ad amare. Non è un caso che lui sia nato in una città adagiata nel cuore dell’Appennino, in un territorio anticamente abitato dalla popolazione italica dei Peligni: Sulmona.

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La Capitale Peligna – Prima Parte

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Sulmona – Palazzo Tabassi – Cortile interno

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IL TERRITORIO DI GALLIPOLI – SECONDA PARTE

IL TERRITORIO DI GALLIPOLI: Gallipoli.

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Nel cuore del centro storico tra negozi e chiese
La strada è ben pavimentata, e la sua larghezza non particolarmente notevole è dettata dalla necessità di occupare ogni spazio disponibile dell’isola su cui è adagiato il centro storico. Proprio per questo motivo appare particolarmente contorto, ricco di vicoletti e povero di piazze, se non di piccole dimensioni.
Questo se da una parte da un’immagine affascinante alla cittadina, accompagnato dal piacere di perdersi nel suo labirinto, dall’altra può provocare un deciso affollamento causato dai flussi turistici. Bastano infatti pochi gruppi di scolaresche per avere come sottofondo il rumore e il chiasso dei ragazzini oltre che la non particolare agevolezza delle passeggiate. Mi ero proprio dimenticato che maggio è il mese ideale per le gite scolastiche, ma non immaginavo che questa cittadina fosse una delle mete predilette dagli studenti, a volte anche stranieri.

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Il Territorio di Gallipoli – Seconda Parte

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Gallipoli – Scorcio del centro storico sul Seno della Purità


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IL TERRITORIO DI GALLIPOLI – PRIMA PARTE

IL TERRITORIO DI GALLIPOLI: Gallipoli.

Premessa.
Ho scelto appositamente il mese di maggio. Ho alle mie spalle anni di esperienza di viaggio: so quali sono i mesi migliori, i periodi migliori e i luoghi migliori. So quando andare in certe località, o quando andare in altre.
Solitamente privilegio i periodi tranquilli, poco affollati, per permettermi di assaporare le bellezze della comunità con tutta calma e nei minimi dettagli. Come regola generale nei mesi estivi sono solito scoprire i luoghi più sconosciuti, in montagna o in collina interna, lontano dai flussi turistici, mentre i mesi primaverili sono dedicati all’esplorazione delle famose località balneari o montane. Peccato che questa volta sia incappato in un errore da principianti, che ha messo in cattiva luce (ironicamente parlando) la mia “professionalità”: non avevo tenuto in debita considerazione il turismo scolastico.

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Il Territorio di Gallipoli – Prima Parte

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Gallipoli – Visuale parziale del Rivellino


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IL PARCO NAZIONALE DEL CIRCEO – SECONDA PARTE

IL PARCO NAZIONALE DEL CIRCEO: Sabaudia, Pontinia.

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Un po’ mi verrà nostalgia di questo monte che è stato sia una guida che un cupo sorvegliante. Mi ha suscitato sia ammirazione che timore per i suoi fianchi scoscesi, per i suoi scorci pittoreschi forse un po’ deturpati dall’edificazione selvaggia.
Sono davanti a Torre Paola, cilindrica e massiccia, fatta costruire da Papa Paolo III per difendere il porto-canale costruito in epoca romana. È un ambiente suggestivo, ricco di mitologia e che incute un po’ di suggestione. Non è un caso che mi trovo vicino alla Grotta di Circe, la mitologica maga che ha trasformato gli uomini in maiali.
Anche i nomi dei luoghi emanano un’aura di mistero, di un passato che forse non è mai esistito. Per esempio il Porto di Ulisse che è il nome dato alla foce del canale con l’arco sabbioso.
Sono sufficienti pochi passi a piedi verso nord, superato il canale ed entro nel comune di Sabaudia.

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Il Parco Nazionale dei Circeo – Seconda Parte

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Sabaudia – Lago Paola e visuale del Monte Circeo