Racconti di viaggio tra i paesi italiani

Esplorare gli ottomila e passa campanili che puntellano il nostro Belpaese


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IL TAVOLIERE DI LECCE SETTENTRIONALE – SECONDA PARTE

IL TAVOLIERE DI LECCE SETTENTRIONALE: San Pancrazio Salentino, Erchie, Torre Santa Susanna.

Ho mal di testa. Eccolo, quel vecchio dolore è tornato. Speravo che fosse scomparso, invece è arrivato di nuovo a chiedermi il conto. Sono praticamente tra due fuochi: inseguito da due sicari che vogliono uccidermi e allo stesso tempo ho questo martellante dolore causato da un male incurabile di cui ho già dimenticato il nome.
Sono sulla Soglia Messapica, in un’area petrosa, incolta e sperduta. Ho visitato molti paesi che non avevo sentito nominare prima, ubicati sull’estremità meridionale della provincia di Brindisi. Ho percorso tutto il Tavoliere in compagnia di un contadino sul trattore, di un motociclista e di un misterioso autista.
Ora sono a piedi e fatico a camminare, sto barcollando un po’. Non riesco a proseguire, o meglio non riesco a fuggire. Mi fermerei volentieri qui in attesa della morte, ma la fame e la sete sono più forti di me. Sono quasi due giorni che non mangio e non bevo. Strano, ieri non me ne ero accorto.

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Il Tavoliere di Lecce Settentrionale – Seconda Parte

Torre Santa Susanna - Chiesa di Santa Maria (San Pietro) in Crepacore - Prospetto posteriore

Torre Santa Susanna – Chiesa di Santa Maria (San Pietro) in Crepacore – Prospetto posteriore

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IL TAVOLIERE DI LECCE SETTENTRIONALE – PRIMA PARTE

IL TAVOLIERE DI LECCE SETTENTRIONALE: Torchiarolo, San Pietro Vernotico, Cellino San Marco, San Donaci.

Non è facile. Anzi, non lo è mai stato. Sono in viaggio da giorni, di ritorno dal profondo Nord nella mia amata e allo stesso tempo odiata terra. Ho vissuto per anni al chiuso, in una stanza di tre metri di larghezza e quattro metri di profondità, senza parlare con nessuno, solo e isolato. Ormai non ricordo più se è stata una mia scelta quella di isolarmi dal mondo esterno, o se qualcuno mi ha costretto a stare per anni recluso in questo buco.
Ho avuto un passato molto difficile, di cui non vado molto fiero, ma a volte il mio inconscio prende il sopravvento e fa emergere il lato bruto e mascolino che è insito in me. Tutte quelle cose che ho fatto, dovevo farle. Quasi per una questione di onore.
Sono andato dalla mia famiglia, ma non mi ha riconosciuto, come se i miei cari mi avessero cancellato per sempre dalla loro vita e ora vado da un paese all’altro senza meta. Ho percorso centinaia di chilometri in territorio pugliese, usando i treni, gli autobus, a volte viaggiando in autostop e ora non so dove andare.
Sono a Brindisi adesso. Da una settimana vivacchio nei pressi del porto, rubacchiando un po’ di cibo, elemosinando un po’ di denaro e fantasticando un po’ sul mio torbido passato e sul mio futuro ancora più incerto. Intravedo una pericolosa e vecchia conoscenza, qui di passaggio, accompagnata da due sgherri: è un segno, mi hanno scovato.

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Il Tavoliere di Lecce Settentrionale – Prima Parte

San Donaci - Scorcio

San Donaci – Scorcio


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LA TERRA DEL PRIMITIVO – TERZA PARTE

LA TERRA DEL PRIMITIVO: Avetrana.

Sono ebbro, non so se riesco a proseguire il viaggio. Ho bevuto un vero e corposo Primitivo della madonna, come facevano i contadini una volta. Un vino bello denso che macchia i bicchieri e non se ne va via. In realtà non sono stato così rispettoso del galateo con il contadino che mi fa compagnia: abbiamo bevuto direttamente dallo stesso fiasco.
Sono nella desolata Terra d’Arneo, anticamente paludosa e incolta e attualmente pazientemente bonificata, spietrata e coltivata. Non vedo vigneti, siamo lontani dal cuore produttivo del Primitivo, ci sono solo appezzamenti di uliveti delimitati da ordinate murature a secco.
Ho abbandonato Manduria e sono al confine con il paese di Avetrana. Ma come faccio a visitarla? Non ci riesco proprio, ho troppo alcool nel mio sangue, non posso usare la macchina per fare quei pochi chilometri di viaggio. Tanto meno potrò andare a piedi, barcollo vistosamente.

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La Terra del Primitivo – Terza Parte

Avetrana - Torrione Medievale

Avetrana – Torrione Medievale


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LA TERRA DEL PRIMITIVO – SECONDA PARTE

LA TERRA DEL PRIMITIVO: Manduria.

Sono ben rinfrancato. L’aria salubre, il pregnante profumo dell’uva appena vendemmiata, il forte odore dello sterco di pecora nella campagna sono gli elementi che mi hanno destato e incitato a proseguire il viaggio. Sono nelle propaggini orientali delle Murge Tarantine e sto continuando l’itinerario che prevede di solcare i paesi della Terra del Primitivo. Ho avuto la possibilità di conoscere l’umile Fragagnano, l’arbëreshë San Marzano di San Giuseppe e la vivace Sava.
Mi sto dirigendo sempre più verso sud, verso il cuore del Salento.
Il paesaggio sta lentamente cambiando. Gli uliveti, non sempre secolari come nella parte adriatica della Puglia, stanno lentamente lasciando spazio ad enormi distese di vigneti. Sono in procinto di addentrarmi nel cuore produttivo del famoso vino Primitivo. In questo viaggio vi farò conoscere una nobile città e, nelle frequenti pause, vi farò conoscere nel dettaglio (e soprattutto per quanto possibile dati i miei limiti cognitivi) le varietà del vino.
Sto superando un confine immaginario che, scherzo del destino, ha separato in periodi storici diversi i Messapi dai Greci e i Bizantini dai Longobardi. Non voglio crearvi confusione, cercherò di evitare di parlare di storia, posso solo dire che superato questo confine sono entrato nel territorio comunale di Manduria.

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La Terra del Primitivo – Seconda Parte

Manduria - Piazza Garibaldi con Municipio, Chiesa del Carmine e Teatro

Manduria – Piazza Garibaldi con Municipio, Chiesa del Carmine e Teatro


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LA TERRA DEL PRIMITIVO – PRIMA PARTE

LA TERRA DEL PRIMITIVO: Fragagnano, San Marzano di San Giuseppe, Sava.

Non sono esperto di vini, anche se generalmente li apprezzo molto. Mi piaccono sia i rossi corposi che i bianchi leggeri e frizzanti, ma la mia conoscenza del vino si limita ad apprezzamenti generali senza attenzione ai dettagli, alla fragranza, alla perlosità, alla tonalità e simili. Queste valutazioni le lascio agli enologi sommelier che, con la loro esperienza, sapranno dare il giusto valore a questo prezioso nettare degli dei.
Nel presente viaggio esploreremo alcuni paesi che vivono e lavorano per uno dei più pregiati vini pugliesi, il Primitivo. Sino a qualche decennio fa utilizzato come vino da taglio di basso valore, è stato di recente completamente rivalutato trasformandolo in un vino rosso di elevata qualità, apprezzato sempre di più in Italia e all’estero.
Il vino Primitivo, in Puglia, ha due principali centri di produzione: uno in provincia di Bari, a Gioia del Colle che ho già visitato qualche anno fa in compagnia del nostro Federico II di Svevia, e uno in Provincia di Taranto, nelle estreme propaggini orientali delle Murge Tarantine che digradano lentamente verso l’ampia Pianura Salentina.

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La Terra del Primitivo – Prima Parte

San Marzano di San Giuseppe - Santuario della Madonna delle Grazie - Affresco della grotta ipogea

San Marzano di San Giuseppe – Santuario della Madonna delle Grazie – Affresco della grotta ipogea