Racconti di viaggio tra i paesi italiani

Esplorare gli ottomila e passa campanili che puntellano il nostro Belpaese


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TRA LA VAL D’AGRI E I CALANCHI – SECONDA PARTE

TRA LA VAL D’AGRI E I CALANCHI: Aliano.

…Continua…

…In un paesaggio lunare, in qualche parte della Basilicata, domenica 29 settembre 1935 (anno XIII era fascista)…

Hë rëschiatë assàië. Dovevo andare alla cëttà per cercare condizioni di vita migliori, ma ho sbagliato strada. Quel maledetto giorno, quando ho preso la folle decisione di fuggire dalla mia famiglia, ho patito tanto la fame e, proseguendo il mio viaggio lungo la polverosa e triste statale, mi sono accorto di essere tornato al fiume Agri.
M’son fàttë pëglià nu šcàndë! E ora come faccio? Ormai è quasi buio e il sole sta calando dietro quei crëtàgne e dësgrażżiàtë calànghë.
Sono proprio in una terra maledetta, le zanzare e i moscerini svolazzano indisturbati sui miasmi del puzzolente fiume, che dovrebbe essere fonte di vita per noi poveri contadini. È un fiume pericoloso, la famiglia accanto alla nostra è stata decimata dal colera, perché mancava u chinënë.
Siamo sottomessi al volere di Dio e solo a Lui dobbiamo rendere conto, dopo morti. Cosa dovevo fare in quel maledetto giorno? Niente.

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Tra la Val d’Agri e i Calanchi – Seconda Parte

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Aliano – Paesaggio calanchico – Fossa del bersagliere

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TRA LA VAL D’AGRI E I CALANCHI – PRIMA PARTE

TRA LA VAL D’AGRI E I CALANCHI: Armento, Gallicchio, Missanello.

…In un luogo sconosciuto tra i calanchi, giovedì 16 gennaio 1975…

Ûagliónë, ûagliónë! Ténë sèmbë da fà…
I ragazzi di oggi non mi ascoltano ormai. Vogliono solo andare a divertirsi o fare politica. Sono sempre davanti ai circoli senza fare nulla, senza lavorare. Ormai la terra è abbandonata e, uno dopo l’altro, vanno al nord o all’estero per cercare un lavoro migliore. Nessuno vuole fare il contadino, nessuno ormai ha le mani callose e solcate dalla fatica come le mie.
Volevo solo chiedergli aiuto per portare la mia carrucola a casa mia, non ce la faccio più a fare la salita. Tënghë a ûallërë che me fa mmàlë!
Ormai sono costretto a rassegnarmi, i miei tempi erano migliori, c’era più rispetto per il prossimo, soprattutto per gli anziani. Questi anni, tra le bombe e la rivoluzione dei giovani sfaticati, sono proprio disgraziati e ormai non faccio altro che aspettare la morte.

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Tra la Val d’Agri e i Calanchi – Prima Parte

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Armento – Panorama del Casale


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IL CAMPIDANO DI CAGLIARI ORIENTALE – TERZA PARTE

IL CAMPIDANO DI CAGLIARI ORIENTALE: Maracalagonis, Sinnai.

…Mi tolgo le scarpe, incurante dei miei vestiti, mi siedo direttamente sulla calda distesa di fine arena gialla, e comincio ad ascoltare l’incessante scirocco. Dal rumore del silenzio al rumore del vento…

Non sono solo, ma allo stesso tempo provo un po’ di solitudine. Sono in spiaggia, in un momento di breve pausa, a guardare le onde del mare ritmicamente sferzate dallo scirocco. C’è un nutrito gruppo di persone che pratica il windsurf. Le onde, non particolarmente alte, sono ben cariche e mettono a dura prova le tavole.
Mi piace essere in mezzo alla natura, in un luogo dove terra e mare si incontrano e si scontrano in un conflitto antico come il mondo. Mi tocca proseguire ancora, tornerò alla cosiddetta civiltà, ma senza particolare rammarico. So che sarò presto in questi luoghi, probabilmente ancora più belli e suggestivi.
Mi allontano dalla costa e prendo subito la strada a scorrimento veloce che mi porta verso la capitale sarda: una decina di chilometri di strada con un continuo alternarsi di gallerie e viadotti. Il panorama delle colline alle pendici del Monte Sette Fratelli è superbo, ma è impossibile fermarmi per ammirare ogni angolo.

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Il Campidano di Cagliari Orientale – Terza Parte

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Sinnai – Fraz. Solanas – Spiaggia con Promontorio Pisanu


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IL CAMPIDANO DI CAGLIARI ORIENTALE – SECONDA PARTE

IL CAMPIDANO DI CAGLIARI ORIENTALE: Quartu Sant’Elena

…Beh, approfitto per stare qualche minuto da solo e in pace, senza essere disturbato da qualche essere umano.
In fondo, anche questo la Sardegna è capace di offrire: il silenzio…

Dal silenzio mi trovo costretto a ritornare alla cosiddetta civiltà. Non vorrei farlo, vorrei rimanere all’ombra del Monte Sette Fratelli, in compagnia di centenari alberi di sughero, isolato, lontano da ogni presenza umana, ma non posso.
Non posso farlo, perché il viaggio mi impone di proseguire, di andare avanti, di scoprire altri luoghi. Ma soprattutto, non posso perché la mia curiosità mi obbliga a guardare cose sempre nuove, senza la possibilita di fermarmi o di stabilirmi in alcun luogo. Sono un vagabondo, un Wanderer volendo utilizzare una terminologia tedesca tanto cara a Hermann Hesse.
Devo assolutamente spostarmi, ho bisogno di vedere cose nuove, di scoprire luoghi nuovi, devo allontanarmi da questo silenzio, così forte, così opprimente, così assordante. Sono sordo, certo, amo tantissimo il rumore del silenzio, ma a volte ho bisogno di sentire un po’.

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Il Campidano di Cagliari Orientale – Seconda Parte

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Quartu Sant’Elena – Baia di Mari Pintau


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IL CAMPIDANO DI CAGLIARI ORIENTALE – PRIMA PARTE

IL CAMPIDANO DI CAGLIARI ORIENTALE: Monserrato, Selargius, Settimo San Pietro, Quartucciu.

When we came up, the faint shape of land appeared ahead, more transparent than thin pearl. Already Sardinia. Magic are high lands seen from the sea, when they are far, far off, and ghostly translucent like ice-bergs. This was Sardinia, looming like fascinating shadows in mid-sea.

È la prima immagine della Sardegna, tratta da un grande libro di viaggi scritto da David Herbert Lawrence, Sea and Sardinia. Purtroppo non sono riuscito a trovare una traduzione italiana del testo, ma chi conosce un po’ di inglese , riesce a percepire le stesse sensazioni e le stesse impressioni che deve aver provato questo importante scrittore inglese del primo Novecento, quando ha visto all’orizzonte la prima immagine lattiginosa dell’isola.
La Sardegna dicevo. È un luogo in cui non si può accedere per caso o per sbaglio e sicuramente non si può “attraversare” facilmente per spostarsi da un posto all’altro. Qui non esistono turisti o persone di passaggio, se una persona forestiera si trova qui è perché vuole esserci. Un territorio che si raggiunge solo via mare o (oggi) via aereo e bisogna avere molta forza di volontà per visitarla. O almeno questo valeva nel passato.

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Il Campidano di Cagliari Orientale – Prima Parte

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Quartucciu – Fraz. San Pietro Paradiso – Parco del Monte Sette Fratelli – Panorama dal Parco Archeologico della Tomba dei Giganti Sa Domu è S’Orcu