Racconti di viaggio tra i paesi italiani

Esplorare gli ottomila e passa campanili che puntellano il nostro Belpaese


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IL TERRITORIO DI GALLIPOLI – SECONDA PARTE

IL TERRITORIO DI GALLIPOLI: Gallipoli.

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Nel cuore del centro storico tra negozi e chiese
La strada è ben pavimentata, e la sua larghezza non particolarmente notevole è dettata dalla necessità di occupare ogni spazio disponibile dell’isola su cui è adagiato il centro storico. Proprio per questo motivo appare particolarmente contorto, ricco di vicoletti e povero di piazze, se non di piccole dimensioni.
Questo se da una parte da un’immagine affascinante alla cittadina, accompagnato dal piacere di perdersi nel suo labirinto, dall’altra può provocare un deciso affollamento causato dai flussi turistici. Bastano infatti pochi gruppi di scolaresche per avere come sottofondo il rumore e il chiasso dei ragazzini oltre che la non particolare agevolezza delle passeggiate. Mi ero proprio dimenticato che maggio è il mese ideale per le gite scolastiche, ma non immaginavo che questa cittadina fosse una delle mete predilette dagli studenti, a volte anche stranieri.

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Il Territorio di Gallipoli – Seconda Parte

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Gallipoli – Scorcio del centro storico sul Seno della Purità


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IL TERRITORIO DI GALLIPOLI – PRIMA PARTE

IL TERRITORIO DI GALLIPOLI: Gallipoli.

Premessa.
Ho scelto appositamente il mese di maggio. Ho alle mie spalle anni di esperienza di viaggio: so quali sono i mesi migliori, i periodi migliori e i luoghi migliori. So quando andare in certe località, o quando andare in altre.
Solitamente privilegio i periodi tranquilli, poco affollati, per permettermi di assaporare le bellezze della comunità con tutta calma e nei minimi dettagli. Come regola generale nei mesi estivi sono solito scoprire i luoghi più sconosciuti, in montagna o in collina interna, lontano dai flussi turistici, mentre i mesi primaverili sono dedicati all’esplorazione delle famose località balneari o montane. Peccato che questa volta sia incappato in un errore da principianti, che ha messo in cattiva luce (ironicamente parlando) la mia “professionalità”: non avevo tenuto in debita considerazione il turismo scolastico.

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Il Territorio di Gallipoli – Prima Parte

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Gallipoli – Visuale parziale del Rivellino


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IL PARCO NAZIONALE DEL CIRCEO – SECONDA PARTE

IL PARCO NAZIONALE DEL CIRCEO: Sabaudia, Pontinia.

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Un po’ mi verrà nostalgia di questo monte che è stato sia una guida che un cupo sorvegliante. Mi ha suscitato sia ammirazione che timore per i suoi fianchi scoscesi, per i suoi scorci pittoreschi forse un po’ deturpati dall’edificazione selvaggia.
Sono davanti a Torre Paola, cilindrica e massiccia, fatta costruire da Papa Paolo III per difendere il porto-canale costruito in epoca romana. È un ambiente suggestivo, ricco di mitologia e che incute un po’ di suggestione. Non è un caso che mi trovo vicino alla Grotta di Circe, la mitologica maga che ha trasformato gli uomini in maiali.
Anche i nomi dei luoghi emanano un’aura di mistero, di un passato che forse non è mai esistito. Per esempio il Porto di Ulisse che è il nome dato alla foce del canale con l’arco sabbioso.
Sono sufficienti pochi passi a piedi verso nord, superato il canale ed entro nel comune di Sabaudia.

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Il Parco Nazionale dei Circeo – Seconda Parte

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Sabaudia – Lago Paola e visuale del Monte Circeo


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IL PARCO NAZIONALE DEL CIRCEO – PRIMA PARTE

IL PARCO NAZIONALE DEL CIRCEO: San Felice Circeo.

Il parco
Uno dei primi in Italia ad essere costituito, il Parco Nazionale del Circeo è nato nel 1934 per preservare le ultime foreste planiziali rimaste sulla Pianura Pontina, a seguito delle bonifiche in atto proprio in quel periodo.
Nonostante la sua relativamente piccola estensione, poco più di ottomila ettari, è uno dei parchi più vari e interessanti nel contesto italiano, spaziando dalla pianura al mare, sino al famoso promontorio che, secondo la mitologia, ha ospitato la nota maga Circe. Inserito nella sua interezza in provincia di Latina, è una piccola oasi circondata da una fortissima antropizzazione che ha, a volte, minacciato la vita stessa del parco e dal 1979 include anche la disabitata isola di Zannone, che sarà visitata in un’altra occasione.
In questo viaggio esploreremo tre comuni, totalmente diversi tra loro, con storie e contesto naturale differenti nonostante si trovino a poca distanza tra loro. Si partirà dal promontorio con il caratteristico monte che protende sul Mare Tirreno, si esplorerà una bella cittadina-giardino nata durante il periodo fascista sino a raggiungere la pianura pontina con le sue pesanti trasformazioni effettuate dall’uomo e ormai lontana dall’area del parco.

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Il Parco Nazionale del Circeo – Prima Parte

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San Felice Circeo – Monte Circeo – Visuale del Faro


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LE CINQUE TERRE – TERZA PARTE

LE CINQUE TERRE: Monterosso al Mare.

Continua dal racconto precedente…

Per raggiungere…
L’ultima meta è la più difficile di tutte da raggiungere, anche se paradossalmente è la più accessibile. Chi, come accade di consueto, vuole proseguire con il treno deve molto semplicemente restare a Vernazza, senza fare escursioni nel circondario. Sono due minuti di treno e si arriva a destinazione. Esatto, tutti i cinque borghi sono collegati tra loro via ferrovia, un unicum nel contesto italiano, troppo dipendente dalle automobili.
I classici escursionisti, invece, devono riflettere e pensare alle proprie condizioni fisiche prima di proseguire il viaggio e valutare le diverse alternative. Il sentiero N.2, ovvero il sentiero azzurro che collega tutti i cinque paesi marinari, proprio nell’ultimo tratto è il più difficile e faticoso da percorrere. Sono due ore di viaggio con pendenze elevate e continue ascese e discese a debita distanza dal mare. In compenso il panorama sarà senza dubbio spettacolare.
Per coloro che, come me, hanno invece voluto raggiungere anche il Santuario della Madonna del Reggio, c’è purtroppo una brutta notizia: non esiste, o meglio non è segnalato, un sentiero che colleghi direttamente il santuario con l’ultimo borgo. È necessario ritornare a Vernazza e percorrere il consueto sentiero N.2. Sono complessivamente tre ore di viaggio. Che fare?
Qualche fortunato potrebbe fare autostop, qualcun altro può decidere di rinunciare a proseguire e di terminare il viaggio qui, altri possono fare solamente il sentiero per Vernazza e proseguire con il treno. Pochi, pazzi e temerari invece decideranno di rimboccarsi le maniche e di affrontare con calma tutto il viaggio. E così ho fatto.

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Le Cinque Terre – Terza Parte

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Monterosso al Mare – Pittoresco paesaggio con Punta Mesco


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LE CINQUE TERRE – SECONDA PARTE

LE CINQUE TERRE: Vernazza.

Continua dal racconto precedente…

Come raggiungere.
Dopo aver visitato due borghi delle Cinque Terre, suppongo che il viaggiatore abbia già ben chiaro i collegamenti tra i diversi paesini costieri. Avrà sicuramente notato che raggiungerli in automobile è assolutamente improponibile e in un certo senso autolesionista, avrà notato che ci sono diversi mezzi per poter arrivare a destinazione con relativa comodità e rilassatezza.
Purtroppo la prossima meta è l’unica non raggiungibile via traghetto a causa della sua conformazione in cima a un promontorio a picco sul mare. Chi è poco pratico delle escursioni dovrà accontentarsi del poco romantico treno che, da Manarola, arriva in due minuti a destinazione. Attenzione che c’è la cosiddetta Lardarina, una scalinata con 33 rampe e 382 gradini, quindi meglio evitare di portarsi bagagli al seguito, oppure affidarsi ai pulmini che permettono di effettuare il transfer tra la stazione e il paese.
Alternativa, più adatta ad escursionisti esperti, è percorrere a piedi il sentiero N.2, ovvero il tratto costiero che collega tutti i cinque paesi dell’area. Peccato che questo sia chiuso a causa di una frana che ha spazzato via il sentiero e che il ripristino è molto lungo e complesso. In sostituzione a questo c’è il sentiero N.1, il cosiddetto crinale, che parte da Volastra e in un paio di ore arriva al terzo paese delle Cinque Terre.

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Le Cinque Terre – Seconda Parte

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Vernazza – Fraz. Corniglia – Visuale del centro abitato


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LE CINQUE TERRE – PRIMA PARTE

LE CINQUE TERRE: Riomaggiore.

Piccola introduzione geografico-storica.
La storia e la geografia, plasmandosi tra loro, hanno dato vita ad un luogo tra i più belli e pittoreschi della Liguria e simbolo della bellezza italiana nel mondo. La necessità di cercare i migliori luoghi di difesa da parte dei nemici, sia via mare che via terra, ha creato un luogo ricco di fascino, che sembra costruito e dipinto da una volontà ed una mano superiori.
Eppure è stato l’uomo stesso, involontariamente, a creare nel corso dei secoli un quadro ricco di colori e di convivenza tra natura e presenza umana. La necessità di coltivare i piccoli appezzamenti non adatti all’agricoltura, ha fatto sviluppare degli spettacolari terrazzamenti che (non a caso) hanno prodotto e producono tutt’ora dei rinomati vini. La necessità di un approdo sicuro ha portato allo sviluppo della pesca e alla produzione delle famose acciughe sotto sale, nate proprio qui. Il caratteristico colore delle abitazioni, necessario per distinguerle tra loro, soprattutto per i pescatori di ritorno dalla pesca d’altura nelle prime ore dell’alba quando non c’era ancora l’illuminazione elettrica, ha completato il resto.
Situate sulla Riviera del Levante, alle porte di La Spezia, le Cinque Terre sono un territorio piccolo e impervio con una superficie di 33,51 km quadrati e una popolazione poco superiore a quattromila abitanti, suddivise (in maniera ineguale) in cinque villaggi. Le cinque terre, appunto.

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Le Cinque Terre – Prima Parte

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Riomaggiore – Paesaggio pittoresco del paese