Racconti di viaggio tra i paesi italiani

Esplorare gli ottomila e passa campanili che puntellano il nostro Belpaese


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IL SEGESTANO E L’ALCAMESE – PRIMA PARTE

IL SEGESTANO E L’ALCAMESE: Salemi, Vita.

Messeri e Madamigelle, si ritorna un po’ al passato, tra castelli, dame e cavalieri. Mi vesto da giullare e mi inchino alla vostra presenza e prestanza. Attento a scegliere la musica giusta e a non dire una parola di troppo che possa offendere il mio Signore, canto e racconto il mio viaggio.
Mi presento come Cielo d’Alcamo, o meglio qualcuno mi ha chiamato proprio così. Sono al cospetto del grande Federico II, lo Svevo, e il mio compito è tessere le lodi del mio padrone e della mia terra. La mia terra. Così bellissima e così fertilissima, i nostri fratelli arabi hanno fatto un ottimo lavoro con le loro esemplari opere di irrigazione, con la gestione oculata dell’acqua e con la varietà delle colture. Quanto adoro le arance e i mandarini che proprio loro hanno portato qui, il loro profumo è così bello e inebriante.
La Sicilia vi sorprenderà. Ora canto il mio cavallo di battaglia, la mia opera più famosa, anche perché è l’unica ad essere stata salvata nel corso dei secoli:
“Rosa fresca aulentissima ch’apari inver’la state, le donne ti disiano, pulzell’e maritate: tragemi d’este focora, se t’este a bolonate; per te non ajo abento notte e dia, penzando pur di voi madonna mia”.

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Il Segestano e l’Alcamese – Prima Parte

Salemi - Piazza Alicia - Resti ex Chiesa Madre con in fondo Castello

Salemi – Piazza Alicia – Resti ex Chiesa Madre con in fondo Castello

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