Racconti di viaggio tra i paesi italiani

Esplorare gli ottomila e passa campanili che puntellano il nostro Belpaese


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LA VAL SARMENTO – PRIMA PARTE

LA VAL SARMENTO: Terranova di Pollino, San Costantino Albanese, San Paolo Albanese.

Non è la prima volta che visito il complesso montuoso del Pollino. Durante le mie frequenti scorribande calabresi ho avuto occasione di apprezzare la maestosità di queste imponenti montagne con i paesi adagiati alla base, maternalmente protetti dalle impervie cime su cui si sviluppano fianchi sostanzialmente spogli e brulli.
Per questo motivo, quando penso al Monte Pollino, oltre alla presenza dei bellissimi e isolati pini loricati, l’immagine è sempre associata a una montagna nuda, isolata e quasi impenetrabile. Una specie di dea che incute timore e allo stesso tempo rispetto.
Immaginate il mio stupore quando ho deciso per la prima volta di esplorare il versante lucano e settentrionale del Monte Pollino. Non pensavo di poter solcare il fianco del complesso montuoso e soprattutto non immaginavo di entrare in un ambiente completamente ricoperto di boschi e tanto verde.
È stata una sorpresa che ha lasciato pian piano spazio a un piacevole apprezzamento per queste alte montagne che superano i duemila metri e che rientrano meritatamente nel Parco Nazionale del Pollino, uno dei più estesi d’Italia. I due versanti, quello settentrionale appartenente alla Basilicata e quello meridionale appartenente alla Calabria, sono così tanto diversi tra loro come se facessero parte di territori differenti eppure si sviluppano lungo i fianchi della stessa montagna. Ho già conosciuto palmo per palmo i paesi calabresi e ora tocca a quelli lucani.

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La Val Sarmento – Prima Parte

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Terranova di Pollino – Visuale del centro abitato


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LA VALLE DEL SAURO – PRIMA PARTE

LA VALLE DEL SAURO: Corleto Perticara, Guardia Perticara.

…Nel cuore della Lucania, mercoledì 10 settembre 1958…

Sono trascorsi esattamente quindici anni dal terribile bombardamento degli americani che ha interessato alcuni paesi della Lucania. Io ero in questi luoghi per puro caso, perché la Storia me lo imponeva.
Ero uno studente come tanti altri, ma purtroppo ero maggiorenne. Volevo andare all’università, ma la guerra mi ha costretto a reclutarmi. Ero nel periodo sbagliato della storia, ma io non combattevo per un ideale, combattevo semplicemente perché ero costretto a seguire gli ordini.
Un giorno ho disertato e mi sono rifugiato nelle friabili montagne della Serra Perticara. Mi sono nascosto tra i boschi, nelle grotte scavate sui fianchi ricchi di calanchi, ho cercato di essere dalla parte dei poveri, dell’umile popolazione locale.
E proprio esattamente quindici anni fa, a partire delle 10:30 del mattino, sono stato testimone di una serie di bombardamenti americani che hanno colpito il paese di Corleto Perticara.

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La Valle del Sauro – Prima Parte

 

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Guardia Perticara – Piazza Vittorio Veneto – Fontana storica e arco di accesso al centro storico


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TRA LA VAL D’AGRI E I CALANCHI – PRIMA PARTE

TRA LA VAL D’AGRI E I CALANCHI: Armento, Gallicchio, Missanello.

…In un luogo sconosciuto tra i calanchi, giovedì 16 gennaio 1975…

Ûagliónë, ûagliónë! Ténë sèmbë da fà…
I ragazzi di oggi non mi ascoltano ormai. Vogliono solo andare a divertirsi o fare politica. Sono sempre davanti ai circoli senza fare nulla, senza lavorare. Ormai la terra è abbandonata e, uno dopo l’altro, vanno al nord o all’estero per cercare un lavoro migliore. Nessuno vuole fare il contadino, nessuno ormai ha le mani callose e solcate dalla fatica come le mie.
Volevo solo chiedergli aiuto per portare la mia carrucola a casa mia, non ce la faccio più a fare la salita. Tënghë a ûallërë che me fa mmàlë!
Ormai sono costretto a rassegnarmi, i miei tempi erano migliori, c’era più rispetto per il prossimo, soprattutto per gli anziani. Questi anni, tra le bombe e la rivoluzione dei giovani sfaticati, sono proprio disgraziati e ormai non faccio altro che aspettare la morte.

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Tra la Val d’Agri e i Calanchi – Prima Parte

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Armento – Panorama del Casale


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PARCO DI GALLIPOLI COGNATO PICCOLE DOLOMITI LUCANE

PARCO DI GALLIPOLI COGNATO PICCOLE DOLOMITI LUCANE: Campomaggiore, Castelmezzano, Pietrapertosa, Accettura, San Mauro Forte, Oliveto Lucano.

Se, per gioco, facessimo un viaggio indietro nel tempo ed esplorassimo l’area a volo d’uccello, scopriremmo che l’antica Lucania, quando era abitata dalla popolazione sabellica dei Lucani, era completamente ricoperta da rigogliosi boschi e foreste, con qualche radura qua e là.
Per chi conosce l’etimologia del suo nome direbbe: tale nome, tale popolo. Infatti, c’è stata una lunghissima esegesi per l’origine etimologica di Lucania, qualcuno la ritiene derivante dal greco “leukòs” che significa splendente, altri la ritengono derivante dal latino con la doppia derivazione di “lux” cioè luce, e di “lucus” ovvero bosco, o meglio le radure che interrompono le estensioni boschive. Come potete osservare, ogni interpretazione ha un fondo di verità, e deriva dalla conformazione naturalistica del luogo, ma non la si può ritenere corretta al 100%. Si ricordi che questa antica popolazione italica parlava l’osco, che è ovviamente una lingua poco conosciuta e studiata tutt’oggi, e magari potrebbe offrirci nuove interpretazioni etimologiche inaspettate.

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Parco di Gallipoli Cognato Piccole Dolomiti Lucane

Castelmezzano - Panorama pittoresco

Castelmezzano – Panorama pittoresco


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IL POTENTINO MERIDIONALE E L’ALTA VALLE DEL BASENTO – SECONDA PARTE

IL POTENTINO MERIDIONALE E L’ALTA VAL DI BASENTO: Anzi, Albano di Lucania, Trivigno, Brindisi di Montagna.

Ricosteggio la valle del Camastra, rientro nei boschi di faggi e abeti, i cosiddetti boschi di Fittipaldi, nel cuore dell’Appennino Lucano, e sono appena entrato nel comune di Anzi.
Ma il paese ancora non si può scorgere, essendo appunto situato su una rupe. Mi toccherà fare chilometri di estenuanti e strettissimi tornanti in un paesaggio alternato da boschi e pascoli; proseguendo pian, piano riesco ad osservare l’eccezionale panorama del paese, con quel curioso edificio con cupola in alto.
Sono finalmente arrivato in questo bellissimo e caratteristico paese a ben 1067 metri di quota. Sebbene sia un paese piccolo, quasi isolato e ben distante dai più vicini paesi, mostra con orgoglio la sua ricchezza storica e culturale. Già osservando tutta la struttura urbanistica da lontano, sono rimasto piacevolmente impressionato dalla cura e dalla caratteristica bellezza tipica di un paese montano.

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Il Potentino Meridionale e L’Alta Valle del Basento – Seconda Parte

Anzi - Panorama del paese

Anzi – Panorama del paese


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IL POTENTINO MERIDIONALE E L’ALTA VALLE DEL BASENTO – PRIMA PARTE

IL POTENTINO MERIDIONALE E L’ALTA VAL DI BASENTO: Pignola, Abriola, Calvello, Laurenzana.

“Sono passati molti anni, pieni di guerra, e di quello che si usa chiamare la Storia. Spinto qua e là alla ventura, non ho potuto finora mantenere la promessa fatta, lasciandoli, ai miei contadini, di tornare fra loro, e non so davvero se e quando potrò mai mantenerla. Ma, chiuso in una stanza, e in un mondo chiuso, mi è grato riandare con la memoria a quell’altro mondo, serrato nel dolore e negli usi, negato alla Storia e allo Stato, eternamente paziente; a quella mia terra senza conforto e dolcezza, dove il contadino vive, nella miseria e nella lontananza, la sua immobile civiltà, su un suolo arido, nella presenza della morte.”
Introduco questo viaggio con le prime righe del bellissimo libro di Carlo Levi, “Cristo si è fermato a Eboli”, che racconta il confino di un politico nelle terre lucane, durante il periodo del Fascismo.
Ecco, vi sto conducendo alla scoperta di una nuova regione, la Basilicata, tanto bella quanto sconosciuta. Le righe del libro in questione ispirano molta amarezza e sconforto di un personaggio borghese fra i contadini, ancora legati alle credenze religiose, alla magia, alla scarsa speranza e fiducia per il futuro e la modernità, tanto da rifiutare il chinino per guarire i malati dalla malaria.

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Il Potentino Meridionale e L’Alta Valle del Basento – Prima Parte

Abriola - Panorama

Abriola – Panorama