Racconti di viaggio tra i paesi italiani

Esplorare gli ottomila e passa campanili che puntellano il nostro Belpaese


Lascia un commento

IL SALUZZESE – QUARTA PARTE

IL SALUZZESE: Lagnasco.

Lunedì, 30 luglio 1548
Pare che la voce si sia sparsa subito e velocemente. So per certo che il genovese Principe di Melfi abbia scritto una lettera a non so chi per la morte del nostro marchese. Noi speravamo che la notizia si diffondesse più lentamente, per far assorbire in modo meno doloroso la scomparsa di Gabriele agli abitanti del Marchesato.
Non è un problema grave, ormai è morto e sicuramente ci sarà un funerale adeguato al suo rango. Credo, anzi sono sicuro che Enrico II, il re di Francia, lo permetterà. La moglie sta per arrivare a momenti, ma io ho ancora una volta un nuovo incarico: devo tornare a Saluzzo per organizzare la congregazione generale dei comuni del marchesato. In realtà non la organizzo io, ma devo consegnare la classica e segreta lettera sigillata in ceralacca al vicario generale per gli adempimenti previsti.
Carico di speranza, sello il cavallo che mi è stato messo a disposizione e corro a tutta velocità verso sud. Avremo di nuovo un futuro glorioso.

Continua qui:
Il Saluzzese – Quarta Parte

10286835_984914334907389_6698551904676173790_o

Lagnasco – Castello dei Tapparelli d’Azeglio – Prospetto principale del Castello di Levante

Annunci


Lascia un commento

IL SALUZZESE – TERZA PARTE

IL SALUZZESE: Manta.

Venerdì, 1 giugno 1548
Non sono riuscito a incontrare il vecchio prete di Revello, confessore privilegiato del nostro moribondo marchese. Ora sono di nuovo a Pinerolo, ma non posso più espormi, la mia presenza è bruciata e il marchese non proferisce parola in mia presenza.
Il mio ruolo di messaggero si è evoluto sempre di più. Se prima trasportavo semplicemente le notizie da una persona all’altra con quel caratteristico odore di ceralacca rossa, ora ho messo in piedi una rete sempre più complessa con l’unico obiettivo: far fuori Gabriele e promuovere la definitiva estinzione del nostro marchesato.
Le mie spie sorvegliano il marchese discretamente, giorno dopo giorno, e proprio oggi è di nuovo con sua moglie. Noi congiurati siamo ancora alla ricerca di un suo punto debole, per farlo almeno morire di morte naturale. Sarà difficile, vista la sua diffidenza che aumenta ogni giorno che passa.
È sera e i miei sgherri sono di ritorno. Mi proferiscono le solite notizie, già sentite e che ormai conosco a memoria, ma una curiosa informazione di uno di essi suscita il mio interesse: la moglie gli ha portato dei meloni.
Forse so cosa fare.

Continua qui:
Il Saluzzese – Terza Parte

12370772_984909584907864_5658126566675414719_o

Manta – Castello della Manta – Visuale parziale del Castello


Lascia un commento

IL SALUZZESE – SECONDA PARTE

IL SALUZZESE: Saluzzo.

Domenica, 4 marzo 1548
Devo aspettare qui a Pinerolo per un po’. Mi è stato comunicato che mi dovrebbe arrivare a giorni una importante lettera da parte del Re di Francia per stabilire le sorti del nostro povero disgraziato marchesato. È una lettera che devo consegnare di persona a Gabriele, imprigionato nelle segrete di questa fortezza, nonostante la famiglia stia utilizzando tutte le proprie forze per liberarlo. Poverino, il marchese è debole e indifeso, non sarebbe capace di sopportare ulteriormente le terribili prove che le fredde celle gli provocano.
Ma io già so che lui è destinato a morire. Ovviamente non so quando, ma sarà sicuramente entro quest’anno. Lui ormai è un morto vivente e il re francese, che è a tutti gli effetti il nostro padrone, sta avviando tutte le procedure per far estinguere il nostro moribondo marchesato. Già molti castelli di montagna sono sotto il controllo oltralpe e scommetto tutto ciò che ho che la prossima vittima sarà il Castello di Revello, residenza preferita del marchese. Proprio quel castello dove noi siamo andati ad arrestarlo. Sembra che io poi debba riferire le informazioni anche a un certo signor di Pescheray, sicuramente uno dei tanti personaggi occulti degli intrighi nascosti che stanno colpendo il marchesato. La fine è vicina.

Continua qui:
Il Saluzzese – Seconda Parte

12366001_983393785059444_5986589643612596535_o

Saluzzo – Palazzo Saluzzo di Monterosso (sn) e Palazzo dei Marchesi del Carretto (dx)


Lascia un commento

IL SALUZZESE – PRIMA PARTE

IL SALUZZESE: Saluzzo.

Mercoledì 18 gennaio 1548
C’è tanta neve sui cigli della strada. Sporca, nera e maleodorante. Da un mese ci troviamo in uno degli inverni più freddi che io abbia mai vissuto; non ho mai visto nevicare così tanto in pianura, neve alta almeno due o tre piedi.
I cavalli non riescono a proseguire e neanche i reclutamenti coatti degli uomini più forti del nostro marchesato sono sufficienti per spalare tutta questa neve. Ci troviamo in un territorio bloccato e isolato. E i francesi ci stanno accerchiando.
Io devo proseguire, miglio per miglio, devo consegnare al marchese un messaggio importante, fondamentale per il futuro del nostro territorio insidiato dai nostri nemici. Sono certo che non ce la faremo, ma non mi posso arrendere ora.
Continuo a camminare sui pochi sentieri praticabili, ai piedi delle colline. Un tempo erano verdeggianti e rigogliose, ora c’è solo desolazione e abbandono. La guerra e la neve sono un connubio davvero insidioso.
Io devo adempiere al mio dovere e non posso fare altro che andare avanti. Camminare passo dopo passo. Eccola quell’inconfondibile torre, in alto, in cima a una collina. Se i miei occhi non sbagliano, manca poco più un miglio prima di raggiungere Saluzzo.

Continua qui:
Il Saluzzese – Prima Parte

11049600_983390975059725_5856285589022242236_o

Saluzzo – Palazzi signorili prospettanti su Piazza Risorgimento con Corso Italia in fondo