Racconti di viaggio tra i paesi italiani

Esplorare gli ottomila e passa campanili che puntellano il nostro Belpaese


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IL SALUZZESE – SECONDA PARTE

IL SALUZZESE: Saluzzo.

Domenica, 4 marzo 1548
Devo aspettare qui a Pinerolo per un po’. Mi è stato comunicato che mi dovrebbe arrivare a giorni una importante lettera da parte del Re di Francia per stabilire le sorti del nostro povero disgraziato marchesato. È una lettera che devo consegnare di persona a Gabriele, imprigionato nelle segrete di questa fortezza, nonostante la famiglia stia utilizzando tutte le proprie forze per liberarlo. Poverino, il marchese è debole e indifeso, non sarebbe capace di sopportare ulteriormente le terribili prove che le fredde celle gli provocano.
Ma io già so che lui è destinato a morire. Ovviamente non so quando, ma sarà sicuramente entro quest’anno. Lui ormai è un morto vivente e il re francese, che è a tutti gli effetti il nostro padrone, sta avviando tutte le procedure per far estinguere il nostro moribondo marchesato. Già molti castelli di montagna sono sotto il controllo oltralpe e scommetto tutto ciò che ho che la prossima vittima sarà il Castello di Revello, residenza preferita del marchese. Proprio quel castello dove noi siamo andati ad arrestarlo. Sembra che io poi debba riferire le informazioni anche a un certo signor di Pescheray, sicuramente uno dei tanti personaggi occulti degli intrighi nascosti che stanno colpendo il marchesato. La fine è vicina.

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Il Saluzzese – Seconda Parte

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Saluzzo – Palazzo Saluzzo di Monterosso (sn) e Palazzo dei Marchesi del Carretto (dx)


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IL SALUZZESE – PRIMA PARTE

IL SALUZZESE: Saluzzo.

Mercoledì 18 gennaio 1548
C’è tanta neve sui cigli della strada. Sporca, nera e maleodorante. Da un mese ci troviamo in uno degli inverni più freddi che io abbia mai vissuto; non ho mai visto nevicare così tanto in pianura, neve alta almeno due o tre piedi.
I cavalli non riescono a proseguire e neanche i reclutamenti coatti degli uomini più forti del nostro marchesato sono sufficienti per spalare tutta questa neve. Ci troviamo in un territorio bloccato e isolato. E i francesi ci stanno accerchiando.
Io devo proseguire, miglio per miglio, devo consegnare al marchese un messaggio importante, fondamentale per il futuro del nostro territorio insidiato dai nostri nemici. Sono certo che non ce la faremo, ma non mi posso arrendere ora.
Continuo a camminare sui pochi sentieri praticabili, ai piedi delle colline. Un tempo erano verdeggianti e rigogliose, ora c’è solo desolazione e abbandono. La guerra e la neve sono un connubio davvero insidioso.
Io devo adempiere al mio dovere e non posso fare altro che andare avanti. Camminare passo dopo passo. Eccola quell’inconfondibile torre, in alto, in cima a una collina. Se i miei occhi non sbagliano, manca poco più un miglio prima di raggiungere Saluzzo.

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Il Saluzzese – Prima Parte

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Saluzzo – Palazzi signorili prospettanti su Piazza Risorgimento con Corso Italia in fondo