Racconti di viaggio tra i paesi italiani

Esplorare gli ottomila e passa campanili che puntellano il nostro Belpaese


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LA CAPITALE PELIGNA – TERZA PARTE

LA CAPITALE PELIGNA: Sulmona.

Lusus habet finem: cycnis descendere tempus,
duxerunt collo qui iuga nostra suo.
Ut quondam iuvenes, ita nunc, mea turba, puellae
inscribant spoliis NASO MAGISTER ERAT.

Traduzione: Ecco finito il gioco. È tempo ch’io scenda dai cigni che con il loro collo han tirato il mio cocchio. Come hanno fatto i ragazzi, adesso le ragazze, seguaci mie con eguale diritto, possono scrivere sui loro ricchi trofei: «Ovidio fu il nostro maestro».

Il giorno dopo nei dintorni.
Sono molto contento. Ieri ho trascorso una serata molto piacevole con la mia amica, il suo futuro marito e tanti altri commensali. Sono rimasto commosso per la coppia tanto innamorata e ricca di empatia e sintonia. Chissà, se in futuro io possa provare un sentimento simile per qualcuno, cedendo la mia cosiddetta libertà che insisto a custodire gelosamente per una convivenza ricca di incognite.
Ammetto che sono ancora un po’ per le mie. La lettura di Ovidio mi ha spronato un po’ di più, ma non abbastanza. Forse il matrimonio mi farà cambiare idea. Sarà tra qualche giorno.
Nel frattempo io proseguo la visita. Seppur la città abbia tantissimo da offrire, con quel grandioso contenitore artistico e culturale, il suo territorio comunale non è da meno, anche se l’estensione è relativamente modesta sino a raggiungere la cima del vicino Monte Morrone. Chiaramente quella sarà la mia meta.

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La Capitale Peligna – Terza Parte

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Sulmona – Visuale della Badia Morronese