Racconti di viaggio tra i paesi italiani

Esplorare gli ottomila e passa campanili che puntellano il nostro Belpaese


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LA VALLE DEL SAURO – PRIMA PARTE

LA VALLE DEL SAURO: Corleto Perticara, Guardia Perticara.

…Nel cuore della Lucania, mercoledì 10 settembre 1958…

Sono trascorsi esattamente quindici anni dal terribile bombardamento degli americani che ha interessato alcuni paesi della Lucania. Io ero in questi luoghi per puro caso, perché la Storia me lo imponeva.
Ero uno studente come tanti altri, ma purtroppo ero maggiorenne. Volevo andare all’università, ma la guerra mi ha costretto a reclutarmi. Ero nel periodo sbagliato della storia, ma io non combattevo per un ideale, combattevo semplicemente perché ero costretto a seguire gli ordini.
Un giorno ho disertato e mi sono rifugiato nelle friabili montagne della Serra Perticara. Mi sono nascosto tra i boschi, nelle grotte scavate sui fianchi ricchi di calanchi, ho cercato di essere dalla parte dei poveri, dell’umile popolazione locale.
E proprio esattamente quindici anni fa, a partire delle 10:30 del mattino, sono stato testimone di una serie di bombardamenti americani che hanno colpito il paese di Corleto Perticara.

Continua qui:
La Valle del Sauro – Prima Parte

 

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Guardia Perticara – Piazza Vittorio Veneto – Fontana storica e arco di accesso al centro storico

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TRA LA VAL D’AGRI E I CALANCHI – SECONDA PARTE

TRA LA VAL D’AGRI E I CALANCHI: Aliano.

…Continua…

…In un paesaggio lunare, in qualche parte della Basilicata, domenica 29 settembre 1935 (anno XIII era fascista)…

Hë rëschiatë assàië. Dovevo andare alla cëttà per cercare condizioni di vita migliori, ma ho sbagliato strada. Quel maledetto giorno, quando ho preso la folle decisione di fuggire dalla mia famiglia, ho patito tanto la fame e, proseguendo il mio viaggio lungo la polverosa e triste statale, mi sono accorto di essere tornato al fiume Agri.
M’son fàttë pëglià nu šcàndë! E ora come faccio? Ormai è quasi buio e il sole sta calando dietro quei crëtàgne e dësgrażżiàtë calànghë.
Sono proprio in una terra maledetta, le zanzare e i moscerini svolazzano indisturbati sui miasmi del puzzolente fiume, che dovrebbe essere fonte di vita per noi poveri contadini. È un fiume pericoloso, la famiglia accanto alla nostra è stata decimata dal colera, perché mancava u chinënë.
Siamo sottomessi al volere di Dio e solo a Lui dobbiamo rendere conto, dopo morti. Cosa dovevo fare in quel maledetto giorno? Niente.

Continua:
Tra la Val d’Agri e i Calanchi – Seconda Parte

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Aliano – Paesaggio calanchico – Fossa del bersagliere