Racconti di viaggio tra i paesi italiani

Esplorare gli ottomila e passa campanili che puntellano il nostro Belpaese


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LA GERA D’ADDA TRA LO SPINESE E IL RIVOLTANO

LA GERA D’ADDA TRA LO SPINESE E IL RIVOLTANO: Bagnolo Cremasco, Vaiano Cremasco, Monte Cremasco, Dovera, Spino d’Adda, Rivolta d’Adda, Agnadello.

“Di costui non possiam dare né il nome, né il cognome, né un titolo, e nemmeno una congettura sopra nulla di tutto ciò: cosa tanto più strana, che del personaggio troviamo memoria in più d’un libro (libri stampati, dico) di quel tempo.”
Sono sicuro che la maggior parte di voi avrà capito a quale personaggio storico io faccia riferimento. È uno dei più enigmatici e misteriosi della letteratura italiana. È lui: l’Innominato dei Promessi Sposi, proprio colui che per una semplice frase di Lucia “Dio perdona tante cose per un atto di misericordia”, si è convertito, trasformandosi da uno dei più temibili briganti a un benefattore.
Perché sto parlando dell’Innominato? Cosa c’entra con il mio viaggio? Semplice: si ritiene che abbia vissuto nella zona della Gera d’Adda, più precisamente a Bagnolo Cremasco, nelle immediate vicinanze di Crema.

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La Gera d’Adda tra lo Spinese e il Rivoltano

Vaiano Cremasco - Agro

Vaiano Cremasco – Agro

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LA BASSA CREMASCA

LA BASSA CREMASCA: Gombito, Montodine, Ripalta Arpina, Moscazzano, Ripalta Guerina, Ripalta Cremasca, Capergnanica.

Il passaggio dal Cremonese al Cremasco è quasi invisibile. Il paesaggio sembra uguale, le cascine identiche e le chiese le stesse, con i soliti campanili.
Basta conoscere l’altitudine dei due “capoluoghi” per capire che una differenza territoriale c’è: Cremona è a 45 metri sopra il livello del mare, mentre Crema (solo 30 chilometri più a nord) è già a 79 metri. Siamo sul confine tra l’alta e la bassa pianura, l’area delle risorgive, ossia le sorgenti che affiorano dal suolo. Una delle aree più fertili della Pianura Padana, eppure storicamente non è stato sempre così.
Qui storia e leggenda si confondono e come ben si sa, le leggende hanno sempre qualcosa di vero.
Sto pensando al mito del lago Gerundo, con il suo drago di nome Tarantasio. Un drago che, secondo la popolazione locale, mangiava i bambini e il suo fiato pestifero provocava regolarmente epidemie nei paesi e villaggi vicini.
Ovviamente il drago non è mai esistito, ma è interessante pensare come gli “effetti” della sua presenza si manifestassero regolarmente: le epidemie di malaria e febbre gialla erano all’ordine del giorno, le scomparse dei bambini erano frequenti. Questo perché?

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La Bassa Cremasca

Moscazzano - Santuario della Madonna dei Prati - Panorama

Moscazzano – Santuario della Madonna dei Prati – Panorama